Il Tirreno

Empoli

Buco di dieci milioni per colpa degli evasori

di Marco Pagli
Buco di dieci milioni per colpa degli evasori

Nell’Empolese Valdelsa un contribuente su quattro non paga i tributi locali. Pressione fiscale al top a Vinci e Cerreto, l’accertamento più basso a Capraia e Limite

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EMPOLI. La pressione fiscale locale nei comuni dell'Empolese Valdelsa si attesta sulla media registrata a livello nazionale. Ma quasi ovunque un cittadino su quattro non paga quanto dovuto in materia di tributi locali. Il prodotto di questa infedeltà fiscale, che invece supera seppur di poco la media nazionale, è un buco che si aggira intorno ai dieci milioni di euro ogni anno. E questo, come dicevamo, è riferito esclusivamente ai tributi locali, quelli che la dottrina fiscale definisce come «fondi di finanziamento per i servizi che vengono erogati dagli enti locali» e che nella pratica rappresentano le addizionali comunali, le tasse per occupazione di spazi pubblici, le imposte su pubblicità e affissioni e soprattutto le tasse su casa, rifiuti e servizi indivisibili. I dati sono contenuti nel Rapporto Comuni 2017 condotto annualmente nell'ambito del Progetto Ermes.

I numeri del circondario. La media degli accertamenti pro capite relativi a questo tipo di tasse e imposte ammonta nel circondario (sono esclusi dallo studio Gambassi e Montaione) a 546 euro annui, contro i 552 nazionali (anche se andando a vedere il dettaglio dei comuni per fasce demografiche ci si accorge che quelli dell'Unione sono più “salati” rispetto alla media). Ma la percentuale di riscossione, al netto degli scostamenti tra un'amministrazione e un'altra, si ferma a 74,8%, quando la media nazionale è di 75,6%. Ciò che pesa maggiormente sulle tasche dei contribuenti sono Imu e Tari, cioè casa e rifiuti: entrambe le voci superano mediamente i 150 euro annui. Mentre addizionale Irpef e Tasi si attestano intorno agli 80 euro per contribuente. Ben ridotto è l'impatto degli altri tributi comunali, come appunto Cosap, Tosap e imposta sulla pubblicità e di altre entrate tributarie proprie, come l'imposta di soggiorno.

Le tasse nei comuni. Ma entriamo nel dettaglio dei diversi territori. Dal punto di vista della pressione fiscale locale i due comuni dove si sono registrati i dati più alti sono Vinci e Cerreto. In entrambi si sta sopra i 600 euro pro capite di accertamento, con il primo che arriva addirittura a 681 euro prelevati annualmente sotto forma di tributi locali e il secondo che invece si ferma a 614 euro. Da sottolineare che la media dell'imposizione fiscale nei comuni italiani con popolazione compresa tra 10mila e 15 abitanti è di 461 per contribuente. Mentre il comune dove l'accertamento medio è più basso è Capraia e Limite, dove ci si ferma a 475 euro (seppure la media italiana per comuni con simile fascia demografica sia di 434 euro). In mezzo stanno tutti gli altri: Certaldo con 544 euro, Empoli e Fucecchio con 532 euro, Montelupo con 526, Castelfiorentino con 513 e Montespertoli con 502 euro.

Rebus riscossioni. Detto che tendenzialmente nel circondario un cittadino su quattro non paga quanto dovuto, va sottolineato che le differenze tra territorio e territorio ci sono e non sono di poco conto. Anche in questo caso il comune più virtuoso è quello di Capraia e Limite, che ha un indice di riscossione sugli accertamenti di 83,2%, nettamente superiore alle medie nazionali. Mentre quello dove la fedeltà fiscale è minore è Cerreto, con una percentuale di 71,7%. Un range, quello tra i due territori, che rimane importante. Negli altri comuni, invece, si sta intorno al 73-74%. In questa forbice i più “diligenti” si trovano a Certaldo (dove la percentuale di riscossione è del 74,8%), a Montelupo (dove si arriva al 74,7%) e a Castelfiorentino (dove ci si ferma a 74,4%). A Vinci si riscuote nel 74% dei casi, a Empoli nel 73,9%, a Montespertoli nel 73,7% e a Fucecchio nel 73,5%.

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