Rubati 1200 capi di cashmere per 200mila euro
Il furto all’azienda Manetti di Fibbiana Un anno fa furono 600 le maglie portate via
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MONTELUPO. In pochi minuti hanno portato via circa 1200 capi di cashmere dall’azienda Manetti, nella zona industriale di Fibbiana. Un tombino di ferro lanciato su una vetrata, in cinque o sei a fare razzia tra scaffali e stand. E via con un carico da non meno di 200mila euro.
Questa è la cronaca della notte tra venerdì e sabato che vede nel mirino un’azienda che già un anno fa aveva subito un furto da seicento capi. E che in tre anni di permanenza lungo la Tosco Romagnola, tra Empoli e Montelupo, ha totalizzato quattro furti. Bersaglio dei ladri è sempre lo spaccio aziendale.
Il titolare, Bruno Manetti, ormai è rassegnato. «Alle 4,49 mi è arrivata la segnalazione dell’allarme esterno, vicino al negozio - spiega l’imprenditore - una cosa che accade spesso perché scatta sempre quando si avvicina l’addetto della vigilanza privata. Poi, subito dopo, sono partiti anche quelli interni e allora ho capito che si trattava di un furto. Mi sono vestito e dopo 5 minuti ero in azienda. Ma erano già fuggiti. Non ho trovato neppure un’auto o un furgone e non ha visto nulla neppure la guardia che è arrivata prima di me. In pochi minuti hanno portato via quasi tutto quello che c’era».
Per entrare hanno usato un tombino (l’hanno portato da fuori) del peso di circa 40 chili, l’hanno scagliato contro la vetrata in corrispondenza dello spaccio aziendale. «Fuori dal cancello abbiamo trovato una maglia - spiega ancora Bruno Manetti - che probabilmente hanno perso mentre caricavano la refurtiva. Nel negozio hanno lasciato un fazzoletto e gli scaffali con impronte rugginose perché avevano usato prima il tombino».
Il furto è stato denunciato ai carabinieri e in mattinata sono arrivati anche i militari della Sezione investigazioni scientifiche e hanno fatto rilievi sia all’interno della fabbrica che all’esterno.
Altro elemento al vaglio è l’esistenza di filmati di videosorveglianza sulla Tosco Romagnola per risalire al mezzo (o ai mezzi) con cui è arrivata la banda.
«Anche lo scorso anno - spiega ancora Bruno Manetti - sempre di questo periodo, a fine ottobre per l’esattezza, abbiamo avuto un furto, circa seicento capi per 150mila euro di valore. E in passato altri due furti ma di lieve entità, in entrambi i casi sono state portate via poche maglie». Forse furti su commissione? «Non so - risponde l’imprenditore - i nostri capi sono di qualità ma non hanno un marchio importante».
In ogni caso la tecnica usata l’altra mattina alla Manetti è simile a quella usata in decine di colpi in zona, tutti ai danni di negozi, in particolare parrucchieri ed estetiste. E anche alcuni bar. I furti sono rapidi: prendono un tombino nelle immediate vicinanze del bersaglio, spaccano una vetrata , entrano e arraffano quello che trovano e dopo pochi minuti sono fuori. Tanti sono stati gli episodi e di recente c’è stato anche un incontro in Cna con il dirigente del commissariato Francesco Zunino.
(l.a.)
Questa è la cronaca della notte tra venerdì e sabato che vede nel mirino un’azienda che già un anno fa aveva subito un furto da seicento capi. E che in tre anni di permanenza lungo la Tosco Romagnola, tra Empoli e Montelupo, ha totalizzato quattro furti. Bersaglio dei ladri è sempre lo spaccio aziendale.
Il titolare, Bruno Manetti, ormai è rassegnato. «Alle 4,49 mi è arrivata la segnalazione dell’allarme esterno, vicino al negozio - spiega l’imprenditore - una cosa che accade spesso perché scatta sempre quando si avvicina l’addetto della vigilanza privata. Poi, subito dopo, sono partiti anche quelli interni e allora ho capito che si trattava di un furto. Mi sono vestito e dopo 5 minuti ero in azienda. Ma erano già fuggiti. Non ho trovato neppure un’auto o un furgone e non ha visto nulla neppure la guardia che è arrivata prima di me. In pochi minuti hanno portato via quasi tutto quello che c’era».
Per entrare hanno usato un tombino (l’hanno portato da fuori) del peso di circa 40 chili, l’hanno scagliato contro la vetrata in corrispondenza dello spaccio aziendale. «Fuori dal cancello abbiamo trovato una maglia - spiega ancora Bruno Manetti - che probabilmente hanno perso mentre caricavano la refurtiva. Nel negozio hanno lasciato un fazzoletto e gli scaffali con impronte rugginose perché avevano usato prima il tombino».
Il furto è stato denunciato ai carabinieri e in mattinata sono arrivati anche i militari della Sezione investigazioni scientifiche e hanno fatto rilievi sia all’interno della fabbrica che all’esterno.
Altro elemento al vaglio è l’esistenza di filmati di videosorveglianza sulla Tosco Romagnola per risalire al mezzo (o ai mezzi) con cui è arrivata la banda.
«Anche lo scorso anno - spiega ancora Bruno Manetti - sempre di questo periodo, a fine ottobre per l’esattezza, abbiamo avuto un furto, circa seicento capi per 150mila euro di valore. E in passato altri due furti ma di lieve entità, in entrambi i casi sono state portate via poche maglie». Forse furti su commissione? «Non so - risponde l’imprenditore - i nostri capi sono di qualità ma non hanno un marchio importante».
In ogni caso la tecnica usata l’altra mattina alla Manetti è simile a quella usata in decine di colpi in zona, tutti ai danni di negozi, in particolare parrucchieri ed estetiste. E anche alcuni bar. I furti sono rapidi: prendono un tombino nelle immediate vicinanze del bersaglio, spaccano una vetrata , entrano e arraffano quello che trovano e dopo pochi minuti sono fuori. Tanti sono stati gli episodi e di recente c’è stato anche un incontro in Cna con il dirigente del commissariato Francesco Zunino.
(l.a.)
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