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In estate un altro caso sul costume “nero”
“Boia chi molla” - non un normale incitamento ma uno slogan dichiaratamente fascista - stampato a chiare lettere su costumi da bagno e cuffie (nella foto). In estate arrivarono alcune segnalazioni...
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“Boia chi molla” - non un normale incitamento ma uno slogan dichiaratamente fascista - stampato a chiare lettere su costumi da bagno e cuffie (nella foto). In estate arrivarono alcune segnalazioni dell’Intifada, il gruppo dell’omonimo centro sociale, e si scatenò un polverone politico. Gli attivisti di sinistra chiesero di non far entrare in piscina chi indossvaa il costume “nero”. E chiesero inoltre all’azienda che lo produceva, la Swimxwin con sede operativa a Lamporecchio e quella legale a Empoli, di toglierlo dal catalogo. Un caso tutto empolese che partì da un motto utilizzato dalla destra politica e neofascista italiana del secondo dopoguerra che, secondo alcune fonti, trova la sua origine nella prima guerra mondiale, quando un sergente lo urlò durante la ritirata della Battaglia di Caporetto nel 1917.
L’azienda, che le commissiona a contoterzisti , si era difesa rimandando al mittente l’accusa di inneggiare al fascismo, ma dando un significato “sportivo” alla scritta . Motto, quest’ultimo che, secondo Giovanni Pistelli della Swimxwin, era inteso come «puntare sempre al successo».
L’azienda, che le commissiona a contoterzisti , si era difesa rimandando al mittente l’accusa di inneggiare al fascismo, ma dando un significato “sportivo” alla scritta . Motto, quest’ultimo che, secondo Giovanni Pistelli della Swimxwin, era inteso come «puntare sempre al successo».
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