Il Tirreno

Empoli

Il nuovo stadio dell'Empoli bocciato dai residenti

di Francesco Turchi
Una veduta del Castellani (Foto Agenzia Carlo Sestini)
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Una veduta del Castellani (Foto Agenzia Carlo Sestini)

«Con quell’impianto poco verde e tanto caos, pronti a istituire un comitato». In 170 all’evento partecipativo al palaexpo. La sindaca pronta a mettere due paletti: una bretella dal parco alla Statale e più giardini

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EMPOLI. Il nuovo Castellani si scorge all’orizzonte, ma la strada per raggiungerlo è lunga e piena di ostacoli. Fatti di burocrazia, dubbi, controproposte. Insomma, la discussione è più aperta che mai, ma per ora il project financing presentato dal club azzurro non ha riscaldato i cuori di tutti gli empolesi. Che si sono confrontati ai tavoli allestiti nel palaexpo (con la regia di Avventura Urbana, che gestisce il processo partecipativo), evidenziando tutte le loro perplessità, che finiranno in un report destinato all’amministrazione comunale, in vista della delibera con la quale la giunta-Barnini dirà se la proposta di project è di interesse pubblico (eventualità non condivisa all’unanimità dai presenti all’iniziativa) e, in caso positivo, le modifiche necessarie.

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Nodi da sciogliere. Sono tanti: viabilità da potenziare per evitare il caos, parcheggi da rivedere, spazi verdi e piste ciclabili carenti, aree commerciali considerate da alcuni un potenziale pericolo per le attività di vicinato della zona e del centro. Senza dimenticare il futuro del mercato settimanale, con i suoi 280 banchi, anche se la sindaca su questo è inflessibile («non si sposta da lì»). Ma anche la tempistica della concessione (90 anni), lascia più di qualche dubbio, con i cittadini che vogliono capire gli scenari in caso di imprevisti, compreso il fallimento del club. Per non parlare del nuovo impianto per l’atletica previsto dall’Empoli Fc (a sue spese) a Santa Maria, bocciato dalla società direttamente interessata, supportata dalle altre realtà sportive, che attualmente usufruiscono degli spazi all’interno del Castellani e che si interrogano sul loro futuro.

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La nuova strada. L’Empoli ha previsto lo “spostamento” del tratto di viale delle Olimpiadi che va dal PalAramini al Bar Stadio: il nuovo tracciato costeggerà l’Orme, in modo da ampliare l’attuale parcheggio. E su questo non sembrano esserci grossi problemi. Non c’è invece identità di vedute sulla nuova strada di collegamento tra la rotatoria di fronte al parcheggio del parco di Serravalle, alla Statale. In pratica serve una “bretella” che vada dall’inizio di via Serravalle San Martino fino alla zona della Sammontana (e dello svincolo Empoli Est della Fi-Pi-Li), attraversando la campagna di Cortenuova: «L’Empoli dovrà inserire questa infrastruttura – sottolinea la sindaca Brenda Barnini – nel project e finanziare la realizzazione». Ma, almeno per il momento, l’ad del club, Francesco Ghelfi, non è della stessa idea: «Siamo pronti ad acquistare i terreni e a cederli gratuitamente al Comune». Che però potrà inserire la bretella tra i paletti ai fini del via libera al project.

Poco verde. E poi c’è la questione dei parcheggi (773 posti auto), in particolare per quello “Ovest”, dietro al palazzetto, dove sono previsti 300 stalli al posto di un’area verde «che deve – puntualizza Barnini – essere recuperata altrove. Non si può cancellare un giardino».

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Tavoli caldi. E poi l’Empoli dovrà fare i conti con i dubbi e le proposte di cittadini, residenti, tifosi, commercianti, rappresentanti di associazioni sportive e non, che sabato 30 settembre si sono confrontati (in 170) ai tavoli di lavoro gestiti da facilitatori, funzionari del Comune e ricercatrici della sede universitaria di Empoli. Dopo novanta minuti di confronto, ogni referente ha riassunto quanto è emerso dalla discussione. I dubbi riguardano principalmente la viabilità, ma anche – aspetto tutt’altro che secondario – i circa 10.000 metri quadrati destinati ad attività commerciali tra le due curve e la tribuna ovest. Una posizione in linea con quella anticipata al nostro giornale dal coordinatore di Confesercenti, Lapo Cantini: «Bene il nuovo stadio, ma che non diventi un altro polo commerciale, altrimenti si mette in ginocchio il giro». Ma non solo: «Le attività della zona-stadio rischiano di “crepare”», sbottano Lorella Consorti e Maria Grazia Scibetta: «E comunque noi residenti formeremo un comitato, perché questo progetto non va bene: ci ritroveremo con le finestre affacciate su una maxi-struttura alta 23 metri, in un quartiere residenziale che perderebbe uno spazio verde molto frequentato. Una ristrutturazione ci stava, ma così si va a stravolgere completamente la zona. E poi c’è stata poca informazione, non ci siamo sentiti coinvolti».

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Gli altri sport. Susanna Katia Scalco, invece, sottolinea che «grazie agli spazi attuali, ci sono tante società che fanno attività a tariffe accessibili per le famiglie. Che fine faranno? Chi me lo garantisce che sarà loro garantito un futuro?». Nel mirino anche la prima fase del percorso partecipativo, con le interviste a 60 “testimoni privilegiati”: «Il report sulle risposte doveva essere reso pubblico prima di questo incontro, e invece così non sappiamo cosa è emerso» tuona Emanuela Marconcini (Uisp). E Luca Gambacciani, presidente di Legambiente, aggiunge che «la nostra associazione, che pure è interessata da un intervento così impattante, non è stata neanche sentita». Ma c’è anche chi ha lasciato il palaexpo ancora più convinto della bontà dell’operazione: «A un investimento privato da 25 milioni – dice Giovanni Benelli, tifoso azzurro – non si può dire di no. E poi questo project porterà benefici a tutta la zona».

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L'iter burocratico. Le informazioni e i pareri raccolti dai tavoli costituiranno una base conoscitiva che guiderà l’amministrazione nelle successive fasi di valutazione del progetto. Andrea Pillon di Avventura Urbana ha aperto e chiuso la giornata, mentre il geometra Valerio Vignozzi ha illustrato il project. «Fa piacere vedere quanto interesse ci sia attorno a un progetto importante per tutta la città come il nuovo stadio e il nuovo impianto per l’atletica – ha detto la sindaca Brenda Barnini -, dare la parola ai cittadini era per noi prioritario. Ringrazio chi ha colto questa opportunità e Avventura Urbana che ha organizzato questo momento di confronto aperto e democratico. Credo fermamente che questo sia l’ennesimo passaggio che la nostra amministrazione ha portato nella recente storia della Città di Empoli. Il nostro obiettivo è quello di ridare ossigeno, vigore e importanza strategica in tutta la Toscana e non solo a Empoli. Il progetto dello stadio e della nuova pista, presentato dall’Empoli, si inserisce in altre opere che abbiamo programmato: infrastrutturali, come la nuova 429, la circonvallazione a Sud e la Bretella del Polo tecnologico a Empoli Est; ma anche opere pubbliche che riaccenderanno il centro storico e per cui abbiamo ricevuto milioni di euro dalla Regione, mi riferisco a quella fascia che va dal vecchio ospedale all’ex Sert, passando dalla biblioteca». Tornando al project, «abbiamo raccolto tutte le idee, valutazioni e perplessità di chi lo stadio e la zona sportiva la vive e di chi ci vive. Il quartiere di Serravalle è fra i più popolosi di Empoli e ha sempre avuto criticità legate alla viabilità, lo stadio nuovo può essere un’opportunità. Adesso raccoglieremo in una sintesi le valutazioni emerse, poi ci sarà la fase di verifica legale e finanziaria della convenzione, quindi sarà prodotta una delibera con le richieste alla società proponente il project financing. Cercheremmo di essere rapidi, ma senza per questo non verificare bene tutto quello che c’è da analizzare». Se la pubblica amministrazione accetterà la proposta, sarà indetta una gara (con il soggetto proponente che avrà il diritto di prelazione), aperta a chiunque, per la progettazione esecutiva e la realizzazione dell’opera.

I promotori. Il soggetto proponente del project (presentato il 27 aprile scorso) è una associazione temporanea di imprese, formato da Empoli Fc spa, in qualità di impresa mandataria (che rappresenta il 90%) e in qualità di “mandanti”, l’Avvenire 1921 di Montelupo (impresa di costruzione), Cimolai spa di Pordenone (carpenteria metallica) e Isocel di Bergamo (prefabbricati tribune), che insieme rappresentano il 10%. A lavori conclusi, l’Ati sarà sciolta e nascerà una nuova società per gestire l’impianto.

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