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Scoppia incendio sotterraneo in ex conceria, indagini dell’Arpat

L’incendio all’inizio del mese a Rimorti (foto d’archivio)
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L’incendio all’inizio del mese a Rimorti (foto d’archivio)

La combustione è avvenuta nel depuratore in disuso a Castelfiorentino dove c’erano fanghi pressati. Qui i vigili del fuoco era intervenuti già all’inizio del mese, l’area è iscritta all’anagrafe dei siti inquinati

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CASTELFIORENTINO. Incendio sotterraneo all’altezza di un vecchio depuratore di una ex conceria a Rimorti. L’Arpat ha fatto partire un’indagine per capire i motivi del rogo ed eventuali conseguenze ambientali nell’area dove è accaduto.

La mattina del 26 settembre i tecnici del dipartimento Arpat, attivati dalla sala operativa della protezione civile su richiesta dei vigili del fuoco, sono intervenuti nella zona del podere Cardeto per l’emissione di fumo proveniente dal sottosuolo dell’area del vecchio depuratore dismesso.

L’area è iscritta all'anagrafe regionale dei siti inquinati . Secondo il personale dei vigili del fuoco il fumo proveniva dalla stessa zona dove per lo stesso motivo erano intervenuti lo scorso 6 settembre chiamati dalla polizia municipale che era stata attivata dai tecnici di Arpat presenti sul posto per accertamenti.

Per capire la natura del fenomeno, il Comune ha disposto l’escavazione del terreno intorno al punto dove si stava sprigionando il fumo. Dallo scavo, effettuato fino a circa 1,5 metri di profondità, è stato estratto materiale ad alta temperatura attestante la combustione in atto nel sottosuolo di quell’area. Tale materiale era costituito da rifiuti vari e da ammassi riconducibili a fanghi filtropressati.

Sono stati quindi prelevati campioni dei rifiuti interrati per sottoporli ad analisi di classificazione della loro pericolosità. Secondo l’Arpat non è stato possibile individuare la causa di innesco della combustione, che comunque potrebbe essere stata favorita dalla presenza di radici di vegetazione e dal contenuto organico dei fanghi filtropressati derivanti dalla depurazione delle acque reflue di lavorazione dei pellami.

I vigili del fuoco hanno provveduto a spegnere i vari focolai emersi durante le operazioni di movimentazione del terreno. Dalla consultazione della banca dati dei siti, la zona dove si è originato il fumo e quella dove sono stati rinvenuti i rifiuti risultano esterne alla perimetrazione del sito riportata nella anagrafe.

I tecnici di Arpat erano già intervenuti nello lo stesso depuratore lo scorso primo settembre per un incendio che aveva interessato solo la vegetazione intorno all’area senza coinvolgere sostanze chimiche o rifiuti; le acque di spegnimento erano state completamente assorbite dal terreno e non vi erano tracce di ristagni o percolazioni verso i fossi presenti nel fondovalle.

Il Comune di Castelfiorentino ha disposto con ordinanze la messa in sicurezza dell’area interessata dall’incendio.

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