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Empoli

L’incastellamento intorno alla Pieve concesso dal conte

L’incastellamento intorno alla Pieve concesso dal conte

EMPOLI. Era il 1119 quando Pievano Rolando ottenne dalla contessa Emilia, moglie del conte Guido Guerra, la concessione a realizzare l’incastellamento di Empoli intorno alla Pieve di Sant’Andrea, che...

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EMPOLI. Era il 1119 quando Pievano Rolando ottenne dalla contessa Emilia, moglie del conte Guido Guerra, la concessione a realizzare l’incastellamento di Empoli intorno alla Pieve di Sant’Andrea, che in seguito sarebbe diventata la Collegiata. Empoli – come Carlo Pagliai, autore del sito “Della Storia di Empoli”, faceva notare in uno scritto di pochi anni fa – era già conosciuta come centro abitato già da prima, dalla tarda Repubblica romana o addirittura dal periodo ellenistico. Successivamente divenne porto fluviale, punto di snodo fondamentale che collegava Firenze a Pisa e attraverso la via Salaiola il territorio di Volterra. Ma è dalla data dell’incastellamento che ricorrono i 900 anni, compiuti nel 2019.

«All’epoca Empoli era un piccolo castello con al centro la Pieve di Sant’Andrea – racconta il professor Giuliano Pinto, presidente del Comitato scientifico nominato appositamente in vista delle celebrazioni – la sua è una storia carica di fascino che l’ha condotta in nove secoli a diventare una delle città più rilevanti in Toscana dal punto di vista culturale ed economico. Lo sguardo che abbiamo gettato è stato più possibile aperto ai diversi aspetti: da quello storico a quello artistico e culturale. Una nota interessantissima riguarda il dialetto empolese, una specificità unica dal momento che rappresenta la fusione sedimentata nei secoli dei dialetti d’inflessione pisana a quelli fiorentini». Numerosi sono i momenti storici importanti che ruotano attorno alla città di Empoli. Dal celebre congresso della metà del XIII secolo, citato anche da Dante nella Divina Commedia, in cui Farinata degli Uberti si oppose alla distruzione di Firenze all’espugnazione del castello ad opera delle truppe di Carlo V dopo una lunghissima resistenza guidata da Francesco Ferrucci e da Tinto da Battifolle. «La storia medievale di Empoli è quella che conosciamo meglio, insieme a quella del ‘900 – continua il professor Pinto – molto più interessante è l’aver approfondito gli anni tra il 1500 e il 1800, che sono quelli in cui la città cresce maggiormente e supera per abitanti molti centri della Valdelsa e del Valdarno. Si sviluppa il mercato e successivamente la manifattura: Empoli in poco tempo diventa un polo produttivo fondamentale, con filiere importantissime come il vetro e il tessile. È da questa sedimentazione di epoche che dobbiamo partire per capire la contemporaneità». (m.p.)

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