Italia
approvato il regolamento
Impianti sportivi, stop ai “privilegi” per le società locali
Eliminato il requisito della territorialità, Poggianti all’attacco: «Sbagliato non premiare le realtà storiche»
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EMPOLI. Un nuovo regolamento per la gestione degli impianti sportivo ad uso pubblico con. È quello che è stato approvato nell’ultima seduta del consiglio comunale. Un regolamento che oltre a diverse novità si è portato dietro anche qualche polemica. Già perché rispetto al precedente alcune voci che riguardano l’appartenenza al territorio e che all’opposizione non sono andate giù. Il documento va a sostituire quello precedente e recepisce i nuovi orientamenti in termini di gestione di impianti emersi dalle normative regionali e nazionali.
In particolare gli uffici comunali si sono rifatti alla legge regionale 2015 al decreto legislativo 50 del 2016. Una delle finalità del regolamento è quella di certificare un cambio di filosofia nel modo di condurre le strutture sportive, sempre tutelando utenti per i quali un’amministrazione deve essere sensibile come per esempio giovani, studenti, disabili e anziani. Proprio per questo è stato introdotto come prerogativa necessaria, da parte di chi ha la gestione o l’uso, anche il possesso dei requisiti di onorabilità, questo per cercare di garantire lo svolgimento dell’attività sportiva in un ambiente più sereno possibile. A sollevare un vespaio però ci ha pensato la cancellazione di alcuni criteri di assegnazione che facevano parte del precedente regolamento.
In particolare la voce che negli affidamenti sottolineava di dover tenere contro dei criteri di radicamento nel territorio. Voce cancellata e che adesso, secondo l’opposizione privilegia società senza tradizione ma con disponibilità economiche e metterebbe a rischio le storiche società sportive del territorio.
«Il nuovo regolamento per la concessione degli impianti sportivi pubblici rappresenta uno strumento che inciderà negativamente sui futuri bandi e sulle piccole associazioni sportive locali – spiega Andrea Poggianti, consigliere comunale del Centrodestra di Empoli – l’atto applica indiscriminatamente il nuovo codice degli appalti pubblici anche alle gestioni di non rilevanza economica. Questa modifica implicherà che non potranno più essere tenuti in debito conto né la territorialità dell’associazione dilettantistica, né la sua storia pluridecennale. Se la tua associazione sportiva offre da 40 anni ai bambini della tua frazione un allenamento sportivo, questo non conterà più niente ai fini del futuro bando per continuare a gestire il piccolo campo sportivo o palestra che avevi fino ad oggi in gestione».
Plaude al provvedimento invece il Pd. «Nel Comune di Empoli ci sono 26 impianti sportivi, di cui tre interni alle scuole. Il regolamento – afferma il consigliere comunale Claudio Del Rosso, membro della commissione sport – punta a definire in modo chiaro un sistema che riesca sia a garantire l’utilizzo e la manutenzione delle strutture, sia a dare maggiore spazio alla responsabilità dei gestori per concorrere al miglioramento e alla crescita degli impianti». (a. m.)
In particolare gli uffici comunali si sono rifatti alla legge regionale 2015 al decreto legislativo 50 del 2016. Una delle finalità del regolamento è quella di certificare un cambio di filosofia nel modo di condurre le strutture sportive, sempre tutelando utenti per i quali un’amministrazione deve essere sensibile come per esempio giovani, studenti, disabili e anziani. Proprio per questo è stato introdotto come prerogativa necessaria, da parte di chi ha la gestione o l’uso, anche il possesso dei requisiti di onorabilità, questo per cercare di garantire lo svolgimento dell’attività sportiva in un ambiente più sereno possibile. A sollevare un vespaio però ci ha pensato la cancellazione di alcuni criteri di assegnazione che facevano parte del precedente regolamento.
In particolare la voce che negli affidamenti sottolineava di dover tenere contro dei criteri di radicamento nel territorio. Voce cancellata e che adesso, secondo l’opposizione privilegia società senza tradizione ma con disponibilità economiche e metterebbe a rischio le storiche società sportive del territorio.
«Il nuovo regolamento per la concessione degli impianti sportivi pubblici rappresenta uno strumento che inciderà negativamente sui futuri bandi e sulle piccole associazioni sportive locali – spiega Andrea Poggianti, consigliere comunale del Centrodestra di Empoli – l’atto applica indiscriminatamente il nuovo codice degli appalti pubblici anche alle gestioni di non rilevanza economica. Questa modifica implicherà che non potranno più essere tenuti in debito conto né la territorialità dell’associazione dilettantistica, né la sua storia pluridecennale. Se la tua associazione sportiva offre da 40 anni ai bambini della tua frazione un allenamento sportivo, questo non conterà più niente ai fini del futuro bando per continuare a gestire il piccolo campo sportivo o palestra che avevi fino ad oggi in gestione».
Plaude al provvedimento invece il Pd. «Nel Comune di Empoli ci sono 26 impianti sportivi, di cui tre interni alle scuole. Il regolamento – afferma il consigliere comunale Claudio Del Rosso, membro della commissione sport – punta a definire in modo chiaro un sistema che riesca sia a garantire l’utilizzo e la manutenzione delle strutture, sia a dare maggiore spazio alla responsabilità dei gestori per concorrere al miglioramento e alla crescita degli impianti». (a. m.)
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