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Gli incivili padroni del Padule abbandonati quintali di eternit

Gli incivili padroni del Padule abbandonati quintali di eternit

Lastre e cisterne scovate a Torre in una zona impervia all’interno dell’area umida più grande d’Italia Interviene l’azienda Alia che mette in sicurezza il materiale in attesa della rimozione

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FUCECCHIO. Un’altra ferita al Padule: qualcuno, nei giorni scorsi, ha abbandonato una grossa quantità di lastre e cisterne di eternit, in zona Torre, in fondo a via Porto del Mannuccio. L’abbandono è stato preso in carico da Alia, che ha messo in sicurezza il materiale e nei prossimi giorni – forse già domani – rimuoverà il tutto. Ma quello che colpisce è come l’inciviltà continui a deturpare l’area umida più estesa d’Italia, un vero fiore all’occhiello tra Fucecchio e la Valdinievole.

Le lastre abbandonate si contano sulle dita di due mani, poi ci sono tre grosse cisterne, di quelle che si usavano una volta, quando l’amianto era un materiale miracoloso e non un pericoloso e mortale spauracchio. La zona dove Alia provvederà al recupero è decisamente impervia e vi si accede da una via laterale che costeggia il vecchio cimitero della Torre; un’area molto frequentata da chi fa passeggiate e soprattutto da chi ama il fuoristrada con la mountain bike. Un punto molto suggestivo, di aperta campagna. A più riprese in Padule gli abbandoni si sono ripetuti, così come l’intervento dei volontari, che sono intervenuti ripulendo fossati da quintali di rifiuti.

Qui, però, si tratta di rifiuti speciali, che devono seguire un iter differente e più complesso. La pericolosità dei materiali che contengono amianto consiste nella loro capacità di rilasciare fibre potenzialmente respirabili dall’uomo, che possono provocare l’insorgenza di malattie dell’apparato respiratorio. Maggiore è la friabilità dell’amianto, maggiori sono i rischi per la salute umana. Chi possiede o detiene materiali di questo tipo ha l’obbligo di verificare periodicamente il loro stato di conservazione e manutenzione, magari tramite incapsulamento, cioè con un prodotto di tipo vinilico che “imprigiona” le fibre. In presenza di rotture o abrasioni o quando il materiale può essere ridotto in polvere con la sola pressione delle mani, si deve procedere alla bonifica, che deve essere svolta da ditte specializzate. Questo nella teoria, perché in pratica poi succede come alla Torre o come in altre zone del Padule.

Marco Sabia

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