Il Tirreno

Empoli

Slip fascisti: l'azienda fa retromarcia e li ritira dal mercato

di Francesco Turchi
Il costume al centro della polemica
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Il costume al centro della polemica

Il produttore del costume con la scritta “Boia chi molla” travolto dalle polemiche: «Mi avete fatto solo pubblicità... Rossi, bianchi e viola per me sono tutti uguali»

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EMPOLI. Alla fine ha dovuto mollare lui, ritirando dal mercato lo slip fascista. Anche se resta convinto che «il fascismo non si combatte cancellando le scritte». E che, in fin dei conti, tutti i colori sono tutti belli anche se ognuno ha il suo preferito. Così come i simboli: se su una cuffia ci finisce Che Guevara perché in uno costume da bagno non può starci la scritta “Boia chi molla”?

«Ma quante polemiche fate... credo che dovreste vivere tutti con un po’più di leggerezza, pensando anche ad altro... Tanto i fascisti c’erano e ci sono». Un po’come le stagioni. È la filosofia di vita di Giovanni Pistelli, che oltre ad essere il direttore tecnico del Team Nuoto Toscana di Empoli, è anche a capo della Swimxwin (azienda con sede operativa a Lamporecchio e quella legale a Empoli), che commercializza su internet costumi da bagno e cuffie commissionati a contoterzisti europei e cinesi.

In catalogo anche lo slip con la scritta “Boia chi molla”, slogan tanto caro agli Arditi durante la prima guerra mondiale, poi ripreso dai fascisti nel ventennio e quindi dai repubblichini. Caratteri bianchi stampati sul retro, tricolore davanti; il tutto su fondo – ovviamente – nero. Un prodotto che da ieri mattina, non si può più acquistare. «Li ho ritirati dal mercato, però grazie alla vostra pubblicità almeno ne ho venduti tantissimi in questi due giorni». Ma anche prima il prodotto tirava. Fino a quando uno dei clienti lo ha indossato nella piscina comunale di Empoli, definita capitale morale dell’antifascismo dal Consiglio regionale della Resistenza nel 1964 e che invoca da tempo una decorazione al valore civile per il contributo della popolazione alla lotta antifascista e alla guerra di liberazione. E uno degli utenti della piscina comunale di fronte a quel costume, ne ha dette quattro a Pistelli: «Ma si rende conto? Mi ha detto che lo dovevo buttare fuori. Sono stato aggredito verbalmente».

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La cosa non è finita lì. Anzi. Gli attivisti del Csa Intifada hanno fatto scoppiare il caso e l’Anpi di Empoli, attraverso il suo presidente Roberto Franchini ne ha invocato il ritiro dal mercato. Tutto questo mentre l’imprenditore continuava a ripetere che «per noi è solo un incitamento ad andare oltre alla fatica quando si è in vasca a nuotare». Insomma, come un «metticela tutta» qualsiasi. E poi, in fondo «abbiamo anche le cuffie con Che Guevara e Hasta la victoria siempre”. Già, abbiamo la maglia del Milan, ma anche quella dell’Inter, come se democrazia e libertà giocassero a calcio contro fascismo e dittatura. E non è una forzatura: «Facciamo questo esempio» spiega Pistelli: «È come se avessi un negozio con le maglie di tutte le squadre di serie A. Entra un tifoso della Fiorentina e mi offende perché c’è anche quella Juventus».

Ma il paragone non regge. E quando arriva la presa di posizione dell’assessore allo sport empolese, Fabrizio Biuzzi - che ricorda che la piscina comunale «non è un luogo in cui possano trovar posto incitamenti, frasi o anche semplici modi di dire riconducibili a una ideologia che ha portato in Italia morte e sofferenza e privazione delle libertà», il contestato slip è già sparito dal catalogo della Swimxwin.

Il dietrofront è netto, ma non è accompagnato da un pentimento: «Ho prodotti con 100 fantasie diverse, non ho certo bisogno di vendere proprio quello». E tanto non cambierà niente, perché «il fascismo ha cambiato aspetto, ma c’è ancora. Prima c’era il Duce, ora ne abbiamo 500 che vogliono trasformarci in loro burattini e voi pensate che il problema sia rappresentato da una scritta su un costume. Come la penso politicamente? Neanche ci vado a votare. Rossi, bianchi e viola, per me non fa differenza. Io sono un uomo di sport, da una vita. Non sono un politico, non so neanche cosa sia il Csa Intifada. Alleno ragazzi e “coloro” le piscine con prodotti allegri e divertenti. E poi, per dirla tutta, io non ci vedevo neanche un richiamo al fascismo in quel costume. Altrimenti ne avrei fatto uno anche con la scritta “Molti nemici, molto onore”».

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