Il Tirreno

Empoli

Morto nel rogo dell'auto, il ricordo del figlio

di Andreas Quirici
Morto nel rogo dell'auto, il ricordo del figlio

"Era una persona generosa". Sequestrata la macchina e disposta l'autopsia sul corpo dell'ex operaio della Bitossi

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CASTELFIORENTINO. «Erano una persona generosa...». La voce si rompe all’improvviso. Andrea Tripodi non riesce a trattenere la commozione. Sta parlando del suo babbo, Domenico, e sembra rendersi conto di aver usato un verbo al passato. Il 58enne da poco in pensione, dopo una vita lavorativa trascorsa alla Bitossi di Sovigliana, è morto vicino a San Miniato in un incidente stradale nella sua auto che ha preso fuoco, dopo essere finire contro un albero, nella prime ore di domenica 30 luglio. Quella macchina, l'Audi, ora è sotto sequestro, mentre sul corpo dell'uomo è stata disposta l'autopsia.
 
«Andava spesso a ballare al Sombrero che però ora è chiuso – racconta il figlio – Probabilmente si doveva trovare con qualche amico per trascorrere il sabato sera». Padre di tre figli (oltre ad Andrea, il maggiore, anche Alessio e Stefano) e nonno di una splendida bambina, il pensionato era separato dalla moglie, Daniela Arzilli, anche lei di Castelfiorentino, da circa tre anni. Malgrado tutto, però, i cinque erano ancora uniti e avevano rapporti molto buoni. «Ci vedevamo spesso – racconta il figlio maggiore – Io l’avevo incontrato una settimana fa con la mia famiglia. Una visita come tante altre».
 
Invece, quella di domenica 23 luglio, è stata l’ultima tra padre e figlio che chiede ai responsabili dell’istituto di medicina legale di Pisa di fare presto: «Spero che l’autopsia sia fatta il prima possibile, così avremo modo di riavere la salma del babbo e di organizzargli i funerali che merita». Domenico Tripodi abitava in via Sacco e Vanzetti al civico 4. Un palazzo di quattro piani in una zona popolare, nello stesso appartamento in cui viveva il suo babbo. 

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