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Profughi dimezzati (per ora), arrivano i primi 10 in centro

Francesco Turchi
Il corteo anti-migranti in centro a Fucecchio (Foto Agenzia Carlo Sestini)
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Il corteo anti-migranti in centro a Fucecchio (Foto Agenzia Carlo Sestini)

Altri saranno inviati dalla prefettura a Fucecchio nelle prossime settimane, si cercano strutture. Spinelli: «Vigilerò affinché siano rispettare le regole e coinvolgerò le associazioni»

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FUCECCHIO. Subito i primi dieci. Poi, in un secondo momento, ne arriveranno altrettanti, che potrebbero essere ospitati in un’altra struttura. Ma intanto, nella giornata di ieri, il prefetto di Firenze, Alessio Giuffrida, ha comunicato ufficialmente al sindaco Alessio Spinelli che all’inizio della prossima settimana (probabilmente martedì, o mercoledì al massimo), arriveranno dieci richiedenti asilo – gestiti dalla cooperativa Terre d’Arno (Consorzio Multicons) – che saranno accolti in due appartamenti di Corso Matteotti, nel cuore di Fucecchio. Una soluzione che nelle scorse settimane aveva scatenato una polemica (anche a livello politico), sfociata poi in un corteo di protesta per le vie del centro, promosso dall’associazione Fucecchio Rinasce e al quale, in realtà, avevano partecipato appena trenta persone, un numero ben al di sotto delle attese. Lo stesso Spinelli aveva comunque definito «sbagliata» la scelta di far arrivare 20 migranti in centro. La prefettura «anche a seguito dei fitti colloqui intercorsi in questi giorni con il sindaco e con la cooperativa stessa che ha ben compreso le istanze pervenute – sottolinea l’amministrazione comunale in un comunicato stampa – di ridurre il numero di richiedenti asilo destinati alla struttura».

Flop del corteo contro l'arrivo di nuovi migranti a Fucecchio - Foto

Lo stesso sindaco rivendica il risultato: «Fin dal primo momento – spiega e – ho fatto presente che, a mio avviso, la collocazione di 20 richiedenti asilo in una delle vie principali del nostro centro, a ridosso di tante attività commerciali, non fosse la più opportuna; concentrarne un numero troppo elevato all’interno di un’unica struttura, pur con tutte le garanzie del caso fornite dalla cooperativa che li gestirà, non è certo quel che si chiama accoglienza diffusa. La prefettura ha ascoltato le nostre ragioni cercando soluzioni alternative ma tenendo di conto del bando pubblico del ministero dell’Interno nel quale Terre d’Arno si è aggiudicata la gestione di 20 richiedenti asilo».

Di conseguenza arriveranno, in un secondo momento, anche gli altri dieci migranti. Ma intanto l’amministrazione comunale, assicura Spinelli, non starà a guardare: «Faremo valere il nostro ruolo di controllore e verificheremo che tutto avvenga secondo le regole. Inoltre è nostra intenzione coinvolgere le associazioni di volontariato per proporre alla cooperativa Terre D’Arno progetti per i richiedenti asilo che prevedano il loro impiego in lavori socialmente utili: ricordo che i richiedenti asilo per legge non possono sottoscrivere contratti di lavoro pena l’esclusione dal centro di accoglienza straordinario. Credo che se questi giovani si impegneranno per dare un loro contributo fattivo al miglioramento della città che li ospita, avranno sicuramente maggior facilità ad integrarsi con i nostri cittadini».

Il sindaco di Fucecchio sa che i dieci migranti avranno gli occhi addosso della cittadinanza: «L’immagine di giovani stranieri inoccupati che trascorrono le giornate con il telefono in mano seduti sui gradini delle nostre città è uno stereotipo tristemente diffuso ma purtroppo veritiero. Noi vorremmo che a Fucecchio questa immagine venisse cancellata e sostituita con quella di persone che cercano un futuro migliore iniziando a collaborare con la realtà che li ospita. Grazie alla collaborazione con le tante associazioni di volontariato presenti a Fucecchio siamo convinti che questo ambizioso obiettivo possa essere raggiunto. Non appena i richiedenti asilo arriveranno a Fucecchio l’amministrazione comunale organizzerà un incontro con le associazioni di volontariato».

Il sindaco poi conclude con una considerazione-sfogo di carattere generale: «Il ruolo dei sindaci è solo quello di tentare di gestire una situazione difficile che ci piomba sulla testa e da cui non è possibile sottrarsi. Ritengo che la vicenda dei flussi migratori abbia radici nella storia di un continente ricco di materie prime ma povero di cultura e di diritti da sempre. Di questa situazione molti Paesi del mondo hanno sempre approfittato. È indispensabile rivedere alla radice le politiche di cooperazione internazionale e di economia mondiale che ad oggi sono largamente inefficaci».

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