Il Tirreno

Empoli

La miniera Francigena ecco come si vuol sfruttare

di Marco Pagli

La Cna ha fatto uno studio e poi realizzato un progetto per mettere in rete alberghi, locali e botteghe lungo l’itinerario ancora poco valorizzato

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EMPOLI. C'è una miniera sopra la quale ogni anno camminano migliaia e migliaia di pellegrini. Una miniera che potrebbe arricchire l'area, rilanciando l'economia artigiana, quella della ristorazione, della ricezione e non solo. Ma che per ora non lo fa o lo fa molto poco. Si chiama Francigena e collegata ad essa sta tutto il sistema delle Romee, ovvero le strade di collegamento tra la via romana e molte delle città dell'Empolese Valdelsa. La Cna di zona sta lavorando ad un progetto che va proprio in questo senso. Rendere un'attrazione il fulcro attorno al quale costruire il rilancio economico di un'intera area. Un po' come nelle regioni del Nord della Spagna, che intorno al Cammino di Santiago hanno sviluppato un sistema integrato che ha portato ricchezza.

Sono già stati indicati degli itinerari che collegano le principali attrazioni del territorio, è stato fatto uno studio per la creazione di un'infrastruttura wi-fi lungo la Francigena e le Romee, è stata ideata un'app attraverso la quale mettere a disposizione informazioni, servizi, collegamenti.

Un lavoro che va di pari passo con la mappatura delle imprese del territorio che potrebbero essere inserite in questo circuito: le strutture ricettive, appunto, ma anche i ristoranti, i bar, le attività commerciali e quelle di produzione e vendita di artigianato. «Il circondario è attraversato da tutto un sistema viario che ha una storia e un valore enormi – spiega Elena Bardi, coordinatrice Cna di zona – purtroppo finora non siamo riusciti a creare una piattaforma integrata che riuscisse a portare i turisti che vengono per percorrere la Francigena o per visitare le città più famose fuori dai soliti circuiti e far conoscere loro le bellezze e le eccellenze dell'Empolese Valdelsa. Secondo noi questa è una risorsa da sfruttare e per questo stiamo cercando di coinvolgere anche le amministrazioni e l'Unione»

. Il primo passo è stato quello di strutturare alcuni itinerari da proporre al turista. Uno di questi attraversa Empoli, Vinci, Cerreto e Fucechio: un percorso che sfiora la Collegiata, il museo leonardiano, la villa Medicea, i luoghi di Sigerico a Ponte a Cappiano, la Confraternita di Sant'Andrea. Un altro, invece, partendo da Empoli passa da Montespertoli e le sue strade del vino, Certaldo e il mito di Boccaccio, Castelfiorentino e il museo di Benozzo Gozzoli, Montaione e Gambassi già nel mito della Francigena ma con ancora molto da mostrare. «Tutto questo patrimonio di cultura, storia e bellezze paesaggistiche deve essere messo in comunicazione con le attività del territorio – prosegue Bardi – a livello artigianale abbiamo delle vere e proprie eccellenze che hanno rappresentato e continuano a rappresentare un volano economico. Penso alle lavorazioni del vetro, della ceramica, del legno, senza contare le tipicità enogastronomiche. E poi abbiamo un sistema ricettivo e commerciale attivo e diffuso, che si potrebbe ulteriormente formare e che trarrebbe grande giovamento da un sistema del genere. Come Cna crediamo che ci siano tutti gli elementi per far nascere un vero e proprio distretto del turismo». Punto centrale del progetto sarebbe la creazione di una app, utilizzabile nei vari punti del percorso e che sia in grado di segnalare iniziative, curiosità, le stesse imprese, i negozi i musei e quanto sia utile a favorire la conoscenza del territorio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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