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Slitta di due mesi il verdetto del Comune sul nuovo stadio
L’Empoli consegna in ritardo i documenti da pubblicare su internet e frena il percorso partecipativo con associazioni, commercianti e residenti: l’evento-clou posticipato a settembre, poi la decisione della giunta
EMPOLI. I documenti digitali relativi al progetto del nuovo Castellani arrivano in ritardo, tanto che non sono ancora stati pubblicati. Di conseguenza i cittadini che devono essere intervistati nell’ambito del percorso partecipativo, non sono in grado di esprimersi. E allora la società incaricata dal Comune non può fornire un quadro completo nei tempi previsti, tantomeno organizzare l’evento-clou con tavoli di lavoro dove raccogliere proposte e idee. Risultato: slitta di due mesi il “verdetto” dell’amministrazione comunale, che dovrà dire se il progetto è effettivamente di interesse pubblico e – se così sarà – quali sono le prescrizioni, i suggerimenti, ma anche gli ulteriori paletti che la società di calcio dovrà recepire in fase di progettazione esecutiva. Primo intoppo, dunque, nell’iter relativo alla trasformazione del Castellani in un impianto avveniristico, grazie a un’operazione da 25 milioni di euro (a carico del club), presentata due mesi fa, con relativa tabella di marcia: prima pietra (nella migliore delle ipotesi) a novembre 2017 (in contemporanea con l’avvio della realizzazione dell’impianto di atletica a Santa Maria), o – a questo punto quasi sicuramente – a febbraio 2018. Poi 2 anni e mezzo di lavori, con la speranza che non diventino tre, in modo da tagliare il nastro per il centenario dell’Empoli Fc, nel 2020.
Il piano. La sindaca Brenda Barnini, una volta ricevuta la documentazione cartacea, ha deciso di muoversi in tre direzioni, mettendo sul piatto 35.000 euro. Un avvocato (o un pool) dovrà studiarsi l’operazione – e in particolare la convenzione che dovrà essere firmata dai due soggetti – dal punto di vista legale; un altro incarico viene affidato per esaminare la solidità economico-finanziaria del progetto. E poi – tutt’altro che secondaria – c’è la partecipazione. Per questo il Comune ha puntato sulla società “Avventura urbana” di Torino, che ha il compito di coinvolgere residenti, commercianti, e chi lavora in quell’area per conoscere la loro idea in merito alla proposta di progetto, con l’obiettivo di rendere la valutazione più informata e condivisa possibile dalla cittadinanza e dalle associazioni, attraverso una valutazione urbanistica, sociale, commerciale, e non solo. Barnini, presentando Avventura Urbana, aveva sottolineato che la società aveva «due mesi di tempo per consegnare una relazione sulla base della quale la giunta darà una prima risposta al proponente del progetto». Ma non sarà così.
Cos’è successo. L’Empoli Fc ha consegnato il project agli uffici comunali il 27 aprile scorso. Teoricamente la giunta avrebbe dovuto esprimersi entro 90 giorni, e quindi prima delle fine di questo mese. Ma la versione digitale del progetto – da mettere a disposizione della cittadinanza per la valutazione anche attraverso il sito internet istituzionale dell’ente - è arrivata in via Del Papa soltanto pochi giorni fa. “Avventura urbana”, nel frattempo ha iniziato le sue interviste e i suoi sondaggi, coinvolgendo cittadini e rappresentanti di categoria, per un totale di 58 pareri, condizionati però dal fatto che i dettagli del project non sono consultabili.
Nuova tabella. Ed è per questo che il Comune non potrà esprimersi nei tempi previsti. D’altra parte l’operazione è complessa e avrà un impatto tale sul quartiere di Serravalle e sulla città in generale, che non può certo partire senza il coinvolgimento preventivo degli empolesi. E poi c’è da fare i conti anche con... l’estate: l’evento partecipativo principale non può certo essere organizzato ad agosto. Comune e Avventura Urbana lo hanno posticipato a settembre, presumibilmente nella prima quindicina. E il verdetto della giunta arriverà quindi entro la fine dello stesso mese. Con l’eventuale ok, il club potrà passare alla progettazione esecutiva e il Comune pubblicherà l’avviso di gara, dove la società proponente avrà il diritto di prelazione. L’Empoli costituirà una Ati (Associazione temporanea di imprese) per realizzare l’impianto, con la Cla (Cooperativa L’Avvenire 1921 di Montelupo), Cimolai carpenteria metallica (Pordenone) e Isocell (prefabbricati in calcestruzzo, di Bergamo). A lavori conclusi, l’Ati sarà sciolta e nascerà una nuova società per gestire l’impianto.
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