Concerie, il settore tira ma senza giovani
Spinelli: «Ancora troppo pochi nell’industria, devono essere le scuole a formarli in modo adeguato»
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FUCECCHIO. «I dati ci dicono che il settore conciario gode di buona salute ma mancano giovani». Èla fotografia scattata dal sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli all’assemblea dell’Unione Nazionale Industria Conciaria, che si è tenuta martedì a Piazza Affari a Milano. «Nonostante il blocco della Russia, il calo della Cina, il terrorismo e il conseguente calo di presenze turistiche nelle capitali europee - ha detto - nel 2016 la riduzione dei volumi produttivi è stata di appena l’1,7% su scala nazionale dovuto soprattutto al -5% dell’export, anche se cresce l’export negli Stai Uniti con un +12%). Il distretto industriale di Santa Croce sull’Arno, nel quale sono inserite anche le aziende di Fucecchio, tra quelli nazionali però è uno dei più attivi e ha sopportato l’urto della crisi meglio di altri (cali più marcati ci sono stati in Lombardia e Campania)». Nel comprensorio del cuoio infatti le esportazioni rappresentano circa il 70% del fatturato e sono indirizzate prevalentemente al mercato europeo a quello asiatico e nord americano. «Grazie alla vocazione all’innovazione le nostre aziende progrediscono sul mercato per soddisfare la richiesta di eleganza ed esclusività che da sempre contraddistinguono i prodotti del nostro distretto. Anche le recenti misure varate dal governo per dare nuovo un nuovo impulso agli investimenti, come il super ammortamento o il credito di imposta, rappresentano un buon punto di partenza per contenere la pressione fiscale sulle aziende che investono in ricerca e sviluppo». Passando al tema dell’occupazione anche a Milano è emerso che il numero degli addetti del settore negli ultimi anni ha mostrato una generale stabilità e che quasi il 90% dei lavoratori ha un contratto a tempo indeterminato.
Semmai una delle più marcate criticità è la scarsa presenza di giovani nel processo produttivo. A livello nazionale rappresentano appena il 13% del totale. «Anche come Comune di Fucecchio – ricorda Spinelli – abbiamo fatto molto in questo senso, invitando le scuole superiori a dar vita a corsi di studi vicini ai comporti produttivi della nostra zona e sostenendo l’impegno dell’associazione conciatori nel cercare di avvicinare gli studenti al mondo della conceria attraverso concorsi e iniziative che mettano in luce l’importanza di questo settore nel mondo della moda». Un aspetto che poi il sindaco Spinelli ha sottolineato è quello dell’indotto. Nel distretto del cuoio infatti nel corso degli anni alle aziende conciarie e calzaturiere si sono affiancate attività collegate direttamente o indirettamente ad esse che hanno dato origine ad un'altra importante fetta di occupazione e che riguardano prodotti chimici, macchine per conceria, servizi, manifatture dell'abbigliamento, della pelletteria e delle calzature.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Semmai una delle più marcate criticità è la scarsa presenza di giovani nel processo produttivo. A livello nazionale rappresentano appena il 13% del totale. «Anche come Comune di Fucecchio – ricorda Spinelli – abbiamo fatto molto in questo senso, invitando le scuole superiori a dar vita a corsi di studi vicini ai comporti produttivi della nostra zona e sostenendo l’impegno dell’associazione conciatori nel cercare di avvicinare gli studenti al mondo della conceria attraverso concorsi e iniziative che mettano in luce l’importanza di questo settore nel mondo della moda». Un aspetto che poi il sindaco Spinelli ha sottolineato è quello dell’indotto. Nel distretto del cuoio infatti nel corso degli anni alle aziende conciarie e calzaturiere si sono affiancate attività collegate direttamente o indirettamente ad esse che hanno dato origine ad un'altra importante fetta di occupazione e che riguardano prodotti chimici, macchine per conceria, servizi, manifatture dell'abbigliamento, della pelletteria e delle calzature.
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