aveva salvato un bambino in piazza san carlo a torino
La Regione premierà il senegalese Nokho
FUCECCHIO. Il consiglio regionale si impegna ad assegnare un riconoscimento a Isak Nokho, il giovane senegalese residente a Fucecchio, che la notte di sabato 3 giugno in piazza San Carlo a Torino ha...
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FUCECCHIO. Il consiglio regionale si impegna ad assegnare un riconoscimento a Isak Nokho, il giovane senegalese residente a Fucecchio, che la notte di sabato 3 giugno in piazza San Carlo a Torino ha salvato la vita al piccolo Kelvin di sette anni, facendo da scudo umano con il suo corpo. È quanto previsto da una mozione, prima firmataria Monia Monni (Pd), approvata oggi all’unanimità dall’assemblea toscana.
La vicenda risale alla serata in cui nel capoluogo piemontese, come in molte altre piazza d’Italia, venne trasmessa la finale di Champions League tra il Real Madrid e la Juventus. Il senegalese era a vedere la partita trasmessa in diretta sul maxischermo, quando si scatenò il panico tra la folla per un allarme bomba che, in realtà, si è rivelato uno scherzo.
La folla impazzita ha creato molti danni, con Nokho capace di salvare la vita a Kelvin. Nei giorni successivi, grazie all’iniziativa del Tirreno, il giovane ha incontrato la mamma del bambino all’ospedale Regina Margherita di Torino, dove si trovava ricoverato per le ferite riportate in quella folle serata.
Un incontro che ha fatto il giro d’Italia con tv e giornali che hanno raccontato quel semplice, ma fondamentale gesto per strappare a guai ben peggiori un bimbo in una notte che sarebbe dovuta essere ricordata solo per la partita di calcio.
La vicenda risale alla serata in cui nel capoluogo piemontese, come in molte altre piazza d’Italia, venne trasmessa la finale di Champions League tra il Real Madrid e la Juventus. Il senegalese era a vedere la partita trasmessa in diretta sul maxischermo, quando si scatenò il panico tra la folla per un allarme bomba che, in realtà, si è rivelato uno scherzo.
La folla impazzita ha creato molti danni, con Nokho capace di salvare la vita a Kelvin. Nei giorni successivi, grazie all’iniziativa del Tirreno, il giovane ha incontrato la mamma del bambino all’ospedale Regina Margherita di Torino, dove si trovava ricoverato per le ferite riportate in quella folle serata.
Un incontro che ha fatto il giro d’Italia con tv e giornali che hanno raccontato quel semplice, ma fondamentale gesto per strappare a guai ben peggiori un bimbo in una notte che sarebbe dovuta essere ricordata solo per la partita di calcio.
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