Maestrelli, operai decisi a investire la Naspi
«L’indennità di disoccupazione per unirsi in cooperativa». Legacoop pronta a finanziare l’operazione
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EMPOLI. Ancora lì in trincea, davanti ai cancelli con le bandiere e gli striscioni. «Né licenziati né pagati», campeggiano i cartoni sullo spartitraffico di viale Togliatti. Decisi a lottare fino alla fine per salvare la fabbrica e il lavoro. «Se il giudice crederà nel nostro progetto, investiremo la Naspi per salvare la fabbrica». Ci sono già almeno quindici operai della Maestrelli pronti a farlo, tutti quelli già riuniti in comitato e che nel corso di queste settimane ha avanzato l’idea di costituire una cooperativa di lavoratori per far ripartire le macchine della cartotecnica di Sovigliana. «In tutto per ora parliamo di circa 50-60 mila euro provenienti dalla Naspi - spiega Salvatore D’Amico, segretario della Slc Cgil - Potrebbero fare da “capitale sociale” della coop, ma chiaramente serve che il giudice dia uno spiraglio e non decida per il fallimento e dunque la strada della liquidazione dei creditori». Le sorti della Maestrelli sono precipitate fra febbraio e marzo scorsi, quando la proprietà ha chiesto l’apertura di un concordato in bianco al tribunale di Firenze. Da allora per 33 operai è cominciato un calvario, ma per i quali non si è ancora concretizzata la procedura di licenziamento. Stop alla produzione, uno strappo netto con i clienti e i fornitori sebbene imballaggi e cartoni prodotti nello stabilimento fossero ancora richiesti sul mercato. Per questo ieri lavoratori e sindacati hanno organizzato un apericena solidale proprio davanti ai cancelli. «Moltissime delle attività commerciali del viale fatto una donazione - dice D’Amico - E ieri sera (mercoledì, ndr) un’altra notizia importante. Un rappresentante di a Legacoop è venuto ad illustrare un piano di fattibilità per rilanciare la Maestrelli con una cooperativa». Insomma, se il giudice aprisse una strada alternativa al fallimento, Legacoop sarebbe pronta a finanziare l’operazione. «È vero - conferma Olmo Gazzarri di Legacoop - abbiamo presentato una bozza che prevede, fra le soluzioni, di mantenere il sito produttivo lì prendendo in affitto l’immobile e le macchine ma non abbiamo parlato di cifre. Anche perché il nostro piano si basa su una ricostruzione della situazione economica dell’azienda, ma la proprietà non ci ha mai voluto fornire i dati reali». A stare a quella ricostruzione, la Maestrelli deve smaltire 5 milioni di sofferenze, ma se la produzione ripartisse potrebbe macinare un fatturato annuo da 1,4 milioni. Abbastanza da offrire garanzie di solvibilità ai creditori.
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