Il Tirreno

Empoli

Bruciò l'auto dell'ex compagna, in appello dimezzata la pena per lo stalker

Una manifestazione contro la violenza sulle donne
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Una manifestazione contro la violenza sulle donne

Prato, l'ex convivente aveva ingaggiato un amico per renderle la vita un inferno. Il giudice ha derubricato l'accusa perché la donna non avrebbe vissuto come minacce i diversi episodi

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EMPOLI. Quasi dimezzata dai giudici della Corte d'appello la pena per un 45 di Certaldo e un 32enne di Castelfiorentino che nell'agosto 2015 vennero accusati di stalking nei confronti dell'ex compagna del primo. In primo grado erano stati condannati, rispettivamente, a 4 anni e 2 mesi e a 5 anni.

Vari gli episodi di minacce e danneggiamenti contestati ai due uomini: il 32enne sarebbe stato l'ispiratore e l'esecutore materiale. Alla donna, 37 anni, di origine straniera ma residente in provincia di Firenze, per tre volte sarebbe stata bruciata l'auto mentre in due occasioni diverse era stata fatta trovare alla polizia della sostanza stupefacente nascosta nell'auto. A sistemarla sarebbe stato proprio il 32enne, accusato anche di rapina insieme al cinquantenne, di minacce e lesioni e di calunnia.

Difeso dagli avvocati Alberto Rocca e Michele Nigro, il 45enne in appello si è visto dimezzare la condanna (2 anni e 4 mesi). Sia a lui, sia al 32enne, difeso dall'avvocato Silvia Pellegrini (pena ridotta a 3 anni), il collegio (presidente Alessandro Nencini) ha infatti derubricato sia l'accusa di stalking (la donna non avrebbe vissuto come minacce i diversi episodi) sia quella per la droga. In un'intercettazione l'uomo avrebbe minacciato l'ex compagna di gettarle dell'acido sul volto ma già al primo processo la minaccia non venne presa in considerazione anche perché pronunciata in un momento di rabbia e prima che lui seguisse un percorso psicologico che ora ha completato.

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