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Muore a 36 anni in moto contro un’auto
Il barista di Montespertoli si è schiantato contro una Golf ferma sulla carreggiata su un rettilineo a Marina di Massa
MONTESPERTOLI. La cinquantenne che era al volante della Volkswagen Golf ha svoltato dove c’era la doppia striscia continua (e quindi era vietato) credendo di poter entrare all’Olidor di Marina di Massa da quell’ingresso. Ha trovato il cancello chiuso. La vettura si è fermata esattamente in mezzo alla carreggiata in direzione mare, invadendola. In quel momento stava sopraggiungendo, a velocità sostenuta, dato che il rettilineo di via Dorsale invita a spingere le motociclette, Guido Drago, barista di 36 anni, originario di Montespertoli. La sua Honda Hornet 500 si è schiantata contro la macchina, senza che l’uomo avesse la minima possibilità di evitare quell’ostacolo che non si sarebbe mai aspettato di trovare. Urto devastante e volo impressionante del centauro che dal sellino è stato catapultato in aria e poi sull’asfalto.
Erano le 22 passate di sabato 27 maggio. Le condizioni di Drago sono apparse subito disperate. Il ferito, quando è intervenuta l’ambulanza, era agonizzante. E il suo cuore si era già fermato. Ma il medico del 118 è riuscito con il massaggio cardiaco a tenerlo per i capelli. Il viaggio verso il Noa però è stato fatale, quando è arrivato al pronto soccorso era praticamente morto. E ai dottori non è rimasto altro che dichiararne il decesso.
Nel frattempo anche la cinquantenne è andata a farsi medicare. E pensare che dall’ospedale c’era uscita pochi minuti prima di avere l’incidente, dato che si tratta di un’infermiera che lì ci lavora. Stava raggiungendo delle colleghe che proprio all’Olidor avevano organizzato una cena.
Secondo quanto ha rilevato la polstrada però ha sbagliato varco, probabilmente perché non ha fatto caso alla doppia striscia continua che impedisce manovre simili. E poi nella concitazione la vettura si è anche spenta e quindi non è riuscita a togliersi dalla carreggiata con la celerità che sarebbe stata necessaria.
Guido era arrivato a Massa da Montespertoli (dove vivono ancora i suoi familiari) , da qualche mese per lavorare con i suoi parenti nel chiosco del parco degli ulivi. E si era trasferito in casa degli zii in via Montegrappa, a Marina. Ed è lì che stava andando. Anzi, lo aspettavano; dato che aveva partecipato a una serata insieme ai congiunti dopo la giornata di lavoro.
Domenica 28 maggio avrebbe dovuto svegliarsi presto e quindi voleva andare a letto per riposarsi. Invece in via Dorsale il suo viaggio si è interrotto brutalmente.
La notizia dell’incidente ha fatto il giro di Marina e di Massa in pochissimi minuti perché i resti della Golf e della Honda sono rimasti sul ciglio della strada per parecchio tempo e chi passava rallentava e capiva immediatamente che chi era in sella della motocicletta probabilmente aveva perso la vita. E così è stato. Stamani il magistrato di turno deciderà se chiedere al medico legale l’autopsia, per poi concede il nulla osta per i funerali. La cinquantenne che era al volante della Golf invece è stata denunciata a piede libero per omicidio stradale.
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