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Canti e pianti «È la vittoria dell’amore»
La gioia di Pellegrini e Boccongelli «Bellissima impresa, sogno realizzato»
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FUCECCHIO. «Alla fine ha vinto l’amore per questa contrada». Michele Pellegrini, capitano di Sant’Andrea, si può fregiare per la seconda volta del titolo di vincitore del Palio; d’altronde, da quando è capitano, la sua contrada quando non ha vinto si è sempre piazzata nelle prime posizioni.
Poi – a Fucecchio direbbero “batti e ribatti” – il cencio torna in contrada: «Abbiamo realizzato un sogno – racconta Pellegrini – un qualcosa che racconteremo ai nostri figli e nipoti. Un’impresa... bellissima». Pellegrini ha raccontato che non si aspettava assolutamente di vincere: «Nel Palio ho imparato che serve l’umiltà, che bisogna lavorare a testa bassa perché le sorprese sono sempre dietro l’angolo; e infatti la partenza lo è stata, perché pensavo di uscire primo ed invece mi sono trovato quinto; poi Sant’Andrea c’ha messo una mano».
Per Gavino Sanna e Tiepolo è pronto un monumento, metaforicamente parlando. Nel cencio c’era anche San Cristoforo, il cui affresco sta nella piazza principale di Sant’Andrea. Sembra un segno del destino: «Ci sono tanti segni in questo Palio ma credo che abbia vinto l’amore per la contrada. Ci coccoleremo questo cencio per i prossimi vent’anni».
Il governatore Jenny Boccongelli, invece, non riusciva praticamente a parlare. Una corsa a perdifiato, tra lacrime, abbracci, urli. Ha il fiatone, ma quel fiatone che arriva quando sai di aver sofferto per una grande vittoria: «Dedico questa vittoria alla contrada, a tutti quelli che c’hanno creduto. Nel discorso della cena della vigilia avevo detto che un vero vincitore è un sognatore che non molla mai e che non smette mai di crederci. E la nostra contrada è questo: non smettiamo mai di credere in noi stessi e l’abbiamo dimostrato ancora una volta a tutti quanti e per questo voglio gridarlo a gran voce: forza Sant’Andrea, viva Sant’Andrea sempre».
Fuori dalla Buca, invece, il barbaresco Andrea Pellegrini (fratello del capitano) a petto nudo ha portato il cavallo in trionfo, fra due ali di folla che lo incitavano, in attesa di riportarlo alla stalla.
Tutt’attorno cori, canti, pianti di gioia: il Palio è questo e quando uno vince si lascia andare per quello che è. Un clima di festa che non hanno potuto vivere le contrade che partivano favorite, come Ferruzza e Porta Raimonda. Ma si sa: nel Palio c’è solo un vincitore e il secondo è soltanto il primo degli ultimi. Il Palio di quest’anno parla “insuese” , per tutte le altre appuntamento al prossimo anno. (m.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Poi – a Fucecchio direbbero “batti e ribatti” – il cencio torna in contrada: «Abbiamo realizzato un sogno – racconta Pellegrini – un qualcosa che racconteremo ai nostri figli e nipoti. Un’impresa... bellissima». Pellegrini ha raccontato che non si aspettava assolutamente di vincere: «Nel Palio ho imparato che serve l’umiltà, che bisogna lavorare a testa bassa perché le sorprese sono sempre dietro l’angolo; e infatti la partenza lo è stata, perché pensavo di uscire primo ed invece mi sono trovato quinto; poi Sant’Andrea c’ha messo una mano».
Per Gavino Sanna e Tiepolo è pronto un monumento, metaforicamente parlando. Nel cencio c’era anche San Cristoforo, il cui affresco sta nella piazza principale di Sant’Andrea. Sembra un segno del destino: «Ci sono tanti segni in questo Palio ma credo che abbia vinto l’amore per la contrada. Ci coccoleremo questo cencio per i prossimi vent’anni».
Il governatore Jenny Boccongelli, invece, non riusciva praticamente a parlare. Una corsa a perdifiato, tra lacrime, abbracci, urli. Ha il fiatone, ma quel fiatone che arriva quando sai di aver sofferto per una grande vittoria: «Dedico questa vittoria alla contrada, a tutti quelli che c’hanno creduto. Nel discorso della cena della vigilia avevo detto che un vero vincitore è un sognatore che non molla mai e che non smette mai di crederci. E la nostra contrada è questo: non smettiamo mai di credere in noi stessi e l’abbiamo dimostrato ancora una volta a tutti quanti e per questo voglio gridarlo a gran voce: forza Sant’Andrea, viva Sant’Andrea sempre».
Fuori dalla Buca, invece, il barbaresco Andrea Pellegrini (fratello del capitano) a petto nudo ha portato il cavallo in trionfo, fra due ali di folla che lo incitavano, in attesa di riportarlo alla stalla.
Tutt’attorno cori, canti, pianti di gioia: il Palio è questo e quando uno vince si lascia andare per quello che è. Un clima di festa che non hanno potuto vivere le contrade che partivano favorite, come Ferruzza e Porta Raimonda. Ma si sa: nel Palio c’è solo un vincitore e il secondo è soltanto il primo degli ultimi. Il Palio di quest’anno parla “insuese” , per tutte le altre appuntamento al prossimo anno. (m.s.)
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