«Lotto di buon livello tutti possono sognare»
Milone si lascia alle spalle le polemiche di un anno fa «Userò il mio solito approccio: autorevole ma non autoritario»
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FUCECCHIO. Anche quest’anno il mossiere del Palio di Fucecchio sarà Gennaro Milone, alla sua terza esperienza sul verrocchio fucecchiese. Il sindaco Alessio Spinelli lo ha riconfermato, quando si diceva che il primo cittadino avrebbe preso altre strade. Milone è un mossiere che spesso tiene la linea soft, che almeno all’inizio cerca di usare la carota e non il bastone nei confronti dei fantini. È raro sentirlo inveire contro qualcuno che fra i canapi non tiene la posizione. Lo scorso anno – al suo secondo giro a Fucecchio – si trovò a gestire un Palio estremamente complicato, perché la caduta del cavallo di Porta Raimonda Djib comportò un dilatamento dei tempi tale da far slittare la corsa al giorno dopo, complice anche il difficilissimo allineamento fra i canapi nella finale. Milone persegue il metodo dell’autorevolezza, cercando di rispettare i fantini ma anche di farsi rispettare dagli stessi. Certo anch’egli non è immune da critiche, visto che lo scorso anno non richiamando il fantino di Cappiano Valter Pusceddu – che ostacolava Ferruzza – si portò addosso opinioni discordanti, anche se gli strumenti in mano al mossiere sono risolutivi fino ad un certo punto (non può mica squalificare la contrada “ribelle” in diretta). Il mossiere è a Fucecchio da mercoledì, quando ha assaggiato il clima fucecchiese con le batterie di selezione in vista della tratta. Poi – giovedì e venerdì – ha governato la mossa nella prima e nella seconda prova obbligatoria.
Credeva di essere riconfermato come mossiere?
«Se uno fa le cose bene l’anno prima è normale che ci speri, si lavora per questo, per far bene, per essere dei mossieri “di garanzia” per tutte le contrade. Una volta che ti chiamano innanzitutto è un onore, perché vuol dire che la città e il sindaco riconoscono che hai operato bene. Poi la buona accoglienza da parte di tutte le contrade è un’ulteriore soddisfazione».
Che Palio si aspetta?
«Sicuramente sarà combattuto, anche perché quest’anno abbiamo visto che i cavalli andati in sorte alle contrade sono di buon livello. Secondo me si può prevedere un gran Palio e non penso tanto che i giochi tra rivali quest’anno saranno molto determinanti, perché tutti hanno i mezzi per poter andare a vincere. Quindi non penso che le rivali si annulleranno a vicenda, almeno in partenza, poi in Buca vedremo se sarà così oppure no. Presumo che sarà un Palio dove tutti proveranno a fare il meglio, anche perché già arrivare davanti alla nemica è come una vittoria».
Cosa farà se si troverà come lo scorso anno a dover gestire un Palio così lungo?
«Penso che l’inconveniente dello scorso anno non si presenterà, perché ci sono due ambulanze dedicate ai cavalli. Il problema del ritardo per il soccorso all’animale non ci dovrebbe essere. Perdemmo quasi due ore, che sono tante, considerando che si va al canapo per la prima batteria tra le 15. 30 e le 16. Dobbiamo riuscire a gestire le successive quattro ore di luce che avremo a disposizione».
Pensa che ci saranno mosse complicate?
«Dipende da quali rincorse ci saranno, con una nemica di rincorsa i tempi si dilatano, in caso contrario potrebbe essere più facile partire prima».
Quale metodo applicherà coi fantini?
«Userò il mio solito approccio, che alla fine mi sta dando risultati. Coi fantini serve autorevolezza, non autorità, di rispetto dei rispettivi ruoli, senza “impuntarsi”» .
Marco Sabia
Credeva di essere riconfermato come mossiere?
«Se uno fa le cose bene l’anno prima è normale che ci speri, si lavora per questo, per far bene, per essere dei mossieri “di garanzia” per tutte le contrade. Una volta che ti chiamano innanzitutto è un onore, perché vuol dire che la città e il sindaco riconoscono che hai operato bene. Poi la buona accoglienza da parte di tutte le contrade è un’ulteriore soddisfazione».
Che Palio si aspetta?
«Sicuramente sarà combattuto, anche perché quest’anno abbiamo visto che i cavalli andati in sorte alle contrade sono di buon livello. Secondo me si può prevedere un gran Palio e non penso tanto che i giochi tra rivali quest’anno saranno molto determinanti, perché tutti hanno i mezzi per poter andare a vincere. Quindi non penso che le rivali si annulleranno a vicenda, almeno in partenza, poi in Buca vedremo se sarà così oppure no. Presumo che sarà un Palio dove tutti proveranno a fare il meglio, anche perché già arrivare davanti alla nemica è come una vittoria».
Cosa farà se si troverà come lo scorso anno a dover gestire un Palio così lungo?
«Penso che l’inconveniente dello scorso anno non si presenterà, perché ci sono due ambulanze dedicate ai cavalli. Il problema del ritardo per il soccorso all’animale non ci dovrebbe essere. Perdemmo quasi due ore, che sono tante, considerando che si va al canapo per la prima batteria tra le 15. 30 e le 16. Dobbiamo riuscire a gestire le successive quattro ore di luce che avremo a disposizione».
Pensa che ci saranno mosse complicate?
«Dipende da quali rincorse ci saranno, con una nemica di rincorsa i tempi si dilatano, in caso contrario potrebbe essere più facile partire prima».
Quale metodo applicherà coi fantini?
«Userò il mio solito approccio, che alla fine mi sta dando risultati. Coi fantini serve autorevolezza, non autorità, di rispetto dei rispettivi ruoli, senza “impuntarsi”» .
Marco Sabia
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