Il Tirreno

Empoli

Il dolore per Musa unisce le religioni 

Il dolore per Musa unisce le religioni 

Cristiani e musulmani insieme per l’addio al giovane trovato morto in Arno

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EMPOLI. Una cerimonia con un forte senso di unità per dire addio a quello che secondo tutti era un «ragazzo d’oro». Ieri mattina in piazza Farinata a Empoli erano in centinaia, amici e conoscenti, esponenti religiosi cristiani e musulmani, istituzioni e associazioni. Tutti riuniti attorno alla bara di Musa Touray, il ventenne gambiano trovato morto in Arno il 9 maggio scorso dopo una settimana di ricerche. Il ragazzo, richiedente asilo ospitato nel centro di Capraia e Limite gestito dal consorzio Coeso, era in Italia dall’agosto 2015 e in questi pochi mesi era entrato nel cuore delle tantissime persone che lo avevano conosciuto. Il 2 maggio scorso se ne era andato a pescare sull’argine dell’Arno, come faceva spesso. Si era gettato in acqua, probabilmente per recuperare qualcosa, e lì è morto.
«Musa era un grande amico – ha raccontato Diego Landi, responsabile del servizio immigrazione Coeso – era scampato ad enormi pericoli e il destino lo ha colpito proprio mentre faceva una delle cose che più amava, pescare. Era ottimista, spesso scherzavamo insieme e aveva saputo farsi ben volere da tutti».
Alla cerimonia era presente anche il fratello Lamin, ospite di un centro di accoglienza a Bari, che ha raggiunto Empoli nei giorni scorsi per stare vicino alla salma del fratello, tumulata nel cimitero di Marcignana dopo la cerimonia. «Questo è un momento di dolore per tutta la comunità – ha detto don Guido Engels – il pensiero va al nostro fratello che non c’è più e alla sua famiglia. Grazie a lui ci siamo ritrovati insieme, stretti in un abbraccio che unisce religioni e provenienze».
In piazza Farinata, infatti, c’erano decine e decine di ragazzi, molti dei quali richiedenti asilo, appartenenti a diverse comunità africane: senegalesi, nigeriani, ghanesi, gambiani e maliani. Accanto a loro amministratori dei Comuni di Empoli e Montelupo, il sindaco di Capraia e Limite Alessandro Giunti e i rappresentanti di diverse associazioni cittadine. «Ci siamo ritrovati tutti uniti per ricordare Musa – ha spiegato Mohammed Essaid, portavoce della comunità musulmana dell’Empolese Valdelsa, che ha guidato la preghiera funebre – la sua scomparsa prematura è un grande dolore, ma dobbiamo pregare perché il nostro fratello abbia la ricompensa che merita dopo la sua morte». (m.p.)

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