Il presidio
intervento dei carabinieri alla maestrelli
La proprietà non si presenta all’incontro, scatta la rabbia
VINCI. Ieri mattina era stata convocata un’altra riunione alla Città metropolitana sulla Maestrelli, si doveva discutere gli estremi per licenziare gli operai della cartotecnica che ormai da due mesi...
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VINCI. Ieri mattina era stata convocata un’altra riunione alla Città metropolitana sulla Maestrelli, si doveva discutere gli estremi per licenziare gli operai della cartotecnica che ormai da due mesi non ricevono lo stipendio. Ma anche questa volta l’amministratore delegato Cesare Michelin non si è presentato. Da qui, al presidio di Sovigliana, è partita la rabbia e la proprietà ha chiamato i carabinieri. E poi è arrivato anche il loro legale con l’intento di bloccare il presidio.
Agitazione ed esasperazione, toni di voce accesi, ma poi la situazione è tornata in breve tempo alla normalità e i militari della stazione sono rientrati in caserma. Al presidio è rimasta la delusione perché, come ha spiegato il sindacalista della Cgil Salvatore D’Amico «è ormai dal 21 aprile che l’amministratore delegato non si vede. Stamani (ieri mattina ndr) ci hanno avvertito pochi minuti prima che non avrebbero partecipato all’incontro. Mentre invece lunedì sera la proprietà ci aveva assicurato la presenza».
«I lavoratori speravano - continua il sindacalista - di arrivare a un accordo che li permetterebbe di essere licenziati e prendere qualche soldo. Arrivare a questo accordo sarebbe stato conveniente anche per l’azienda». Oggi appuntamento importante in tribunale con la sentenza che dovrà decretare il fallimento o il concordato in continuità.
Agitazione ed esasperazione, toni di voce accesi, ma poi la situazione è tornata in breve tempo alla normalità e i militari della stazione sono rientrati in caserma. Al presidio è rimasta la delusione perché, come ha spiegato il sindacalista della Cgil Salvatore D’Amico «è ormai dal 21 aprile che l’amministratore delegato non si vede. Stamani (ieri mattina ndr) ci hanno avvertito pochi minuti prima che non avrebbero partecipato all’incontro. Mentre invece lunedì sera la proprietà ci aveva assicurato la presenza».
«I lavoratori speravano - continua il sindacalista - di arrivare a un accordo che li permetterebbe di essere licenziati e prendere qualche soldo. Arrivare a questo accordo sarebbe stato conveniente anche per l’azienda». Oggi appuntamento importante in tribunale con la sentenza che dovrà decretare il fallimento o il concordato in continuità.
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