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Parcheggi, esposto alla Corte dei Conti
A presentarlo tre gruppi consiliari di opposizione
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EMPOLI. Un dossier con cifre, date, atti, confronti con altre amministrazioni comunali sul meccanismo che regola la sosta a pagamento, i ritardi nella definizione del project financing che dovrebbe soppiantare l’attuale sistema e i dubbi sull’affidamento all’azienda che ha gestito il servizio in attesa della definizione di quello nuovo. Tutta questa documentazione è stata inviata alla Corte dei conti e all’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione. Promotori dell’esposto tre gruppi dell’opposizione in consiglio comunale: Ora si cambia, Linea Civica e Fabricacomune per la sinistra.
Al momento attuale i 98 parcometri del centro sono irregolari da quasi un anno perché dovrebbero accettare anche pagamenti con bancomat o carte di credito e invece vanno solo a moneta. Dal 2015 sono stati fatti tre affidamenti diretti, senza gara, alla stessa azienda. Su queste procedure le opposizioni ci vogliono vedere chiaro anche perché in un caso è stata superata la soglia dei 40mila euro mentre, secondo le normative, è necessario fare un appalto (l’affidamento in questione era di 205mila euro per 13 mesi). «La stessa ditta fornisce al Comune di Pistoia - spiega Dusca Bartoli, capogruppo di Fabricacomune - servizi a prezzi inferiori: noi paghiamo 162 euro a parcometro al mese, Pistoia invece versa 149 euro ad apparecchio senza contare il fatto che nel prezzo di Pistoia è compreso il noleggio dell’apparecchio mentre invece a Empoli le macchinette sono del Comune. Quindi in un anno noi abbiamo pagato oltre 50mila euro in più». Più, attacca Bartoli: «Ci hanno spiegato che era l’unica che forniva questo servizio mentre invece a poca distanza da noi c’è un’altra azienda che opera nello stesso campo».
Non solo: «Ci sono anche mancati introiti che lo stato del servizio determina - spiega il consigliere Alessandro Borgherini di Ora si cambia e presidente della commissione garanzia e controllo - dal 2013 siamo a circa 500mila euro perché in quell’anno l’amministrazione incassava un milione e 91mila euro, l’anno scorso siamo scesi a 807mila. Tutto questo per perfezionare un project financing con un’azienda privata che ha presentato la prima proposta nel giugno 2015. La legge concede per l’esame non più di tre mesi e qui siamo a due anni».
Secondo recenti dichiarazione dell’assessore Antonio Ponzo Pellegrini il nuovo sistema partirebbe a inizio 2018. Nel frattempo, dopo tre affidamenti alla stessa ditta, vanno avanti le opposizioni «dal mese scorso i nostri dipendenti comunali sono stati mandati di nuovo dopo anni a “scassettare” i parcometri per prendere le monete».
E poi perché un project? A chiederselo Sabrina Ciolli di Linea Civica e vicepresidente del consiglio: «In nessun Comune ci risulta che questo servizio sia gestito col project financing. Tra l’altro, in fondo, ci viene offerto un servizio di gestione della sosta, parcometri e software relativo. Niente di avveniristico o particolarmente conveniente. Cosa ce ne faremo tra dieci anni quando il progresso renderà entrambi obsoleti? Il project ha senso quando servono capitali per un investimento che il pubblico non ha possibilità di fare». E i consiglieri concludono: «Ci chiediamo: perché da due anni si lascia un servizio in stato di abbandono? Ci basterebbe un affidamento di un servizio».
Al momento attuale i 98 parcometri del centro sono irregolari da quasi un anno perché dovrebbero accettare anche pagamenti con bancomat o carte di credito e invece vanno solo a moneta. Dal 2015 sono stati fatti tre affidamenti diretti, senza gara, alla stessa azienda. Su queste procedure le opposizioni ci vogliono vedere chiaro anche perché in un caso è stata superata la soglia dei 40mila euro mentre, secondo le normative, è necessario fare un appalto (l’affidamento in questione era di 205mila euro per 13 mesi). «La stessa ditta fornisce al Comune di Pistoia - spiega Dusca Bartoli, capogruppo di Fabricacomune - servizi a prezzi inferiori: noi paghiamo 162 euro a parcometro al mese, Pistoia invece versa 149 euro ad apparecchio senza contare il fatto che nel prezzo di Pistoia è compreso il noleggio dell’apparecchio mentre invece a Empoli le macchinette sono del Comune. Quindi in un anno noi abbiamo pagato oltre 50mila euro in più». Più, attacca Bartoli: «Ci hanno spiegato che era l’unica che forniva questo servizio mentre invece a poca distanza da noi c’è un’altra azienda che opera nello stesso campo».
Non solo: «Ci sono anche mancati introiti che lo stato del servizio determina - spiega il consigliere Alessandro Borgherini di Ora si cambia e presidente della commissione garanzia e controllo - dal 2013 siamo a circa 500mila euro perché in quell’anno l’amministrazione incassava un milione e 91mila euro, l’anno scorso siamo scesi a 807mila. Tutto questo per perfezionare un project financing con un’azienda privata che ha presentato la prima proposta nel giugno 2015. La legge concede per l’esame non più di tre mesi e qui siamo a due anni».
Secondo recenti dichiarazione dell’assessore Antonio Ponzo Pellegrini il nuovo sistema partirebbe a inizio 2018. Nel frattempo, dopo tre affidamenti alla stessa ditta, vanno avanti le opposizioni «dal mese scorso i nostri dipendenti comunali sono stati mandati di nuovo dopo anni a “scassettare” i parcometri per prendere le monete».
E poi perché un project? A chiederselo Sabrina Ciolli di Linea Civica e vicepresidente del consiglio: «In nessun Comune ci risulta che questo servizio sia gestito col project financing. Tra l’altro, in fondo, ci viene offerto un servizio di gestione della sosta, parcometri e software relativo. Niente di avveniristico o particolarmente conveniente. Cosa ce ne faremo tra dieci anni quando il progresso renderà entrambi obsoleti? Il project ha senso quando servono capitali per un investimento che il pubblico non ha possibilità di fare». E i consiglieri concludono: «Ci chiediamo: perché da due anni si lascia un servizio in stato di abbandono? Ci basterebbe un affidamento di un servizio».
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