Maestrelli, una nuova fumata nera
Nuova fumata nera per i lavoratori della cartotecnica Maestrelli di Sovigliana nell’incontro di ieri tra azienda, istituzioni e parti sociali in Città metropolitana.Il tavolo era stato convocato per...
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Nuova fumata nera per i lavoratori della cartotecnica Maestrelli di Sovigliana nell’incontro di ieri tra azienda, istituzioni e parti sociali in Città metropolitana.
Il tavolo era stato convocato per riuscire a chiudere l’accordo sui licenziamenti, con particolare attenzione alle uscite di quei lavoratori che hanno ricevuto offerte da altre realtà del settore. Dopo la frenata fatta in sede sindacale, insomma, è arrivata la replica di fronte alle istituzioni. La proprietà, rappresentata dall’amministratore delegato Cesare Michelin, si è rifiutata di firmare l’accordo congelando nuovamente la situazione e costringendo gli operai (che continuano ad occupare lo stabilimento di viale Togliatti a Sovigliana) a rimanere in azienda senza lavoro e senza stipendio.
La Città metropolitana ha riconvocato il tavolo per il 16 maggio prossimo, riservandosi di modificare in parte il testo dell’accordo e sperando di arrivare alla chiusura di una procedura, quella di licenziamento collettivo, che è aperta ormai dalla fine di marzo scorso. Il giorno seguente, mercoledì 17 maggio, in tribunale è fissata la seconda udienza nella quale arriverà la sentenza del giudice.
Due gli scenari che sono previsti: o il fallimento immediato oppure il concordato in continuità gestito dal commissario nominato dal giudice stesso per valutare i margini di rilancio dell’attività.
Il tavolo era stato convocato per riuscire a chiudere l’accordo sui licenziamenti, con particolare attenzione alle uscite di quei lavoratori che hanno ricevuto offerte da altre realtà del settore. Dopo la frenata fatta in sede sindacale, insomma, è arrivata la replica di fronte alle istituzioni. La proprietà, rappresentata dall’amministratore delegato Cesare Michelin, si è rifiutata di firmare l’accordo congelando nuovamente la situazione e costringendo gli operai (che continuano ad occupare lo stabilimento di viale Togliatti a Sovigliana) a rimanere in azienda senza lavoro e senza stipendio.
La Città metropolitana ha riconvocato il tavolo per il 16 maggio prossimo, riservandosi di modificare in parte il testo dell’accordo e sperando di arrivare alla chiusura di una procedura, quella di licenziamento collettivo, che è aperta ormai dalla fine di marzo scorso. Il giorno seguente, mercoledì 17 maggio, in tribunale è fissata la seconda udienza nella quale arriverà la sentenza del giudice.
Due gli scenari che sono previsti: o il fallimento immediato oppure il concordato in continuità gestito dal commissario nominato dal giudice stesso per valutare i margini di rilancio dell’attività.
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