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Lavoro, la rabbia degli imprenditori: alle prese con la farsa di un click per avere aiuti

Lavoro, la rabbia degli imprenditori: alle prese con la farsa di un click per avere aiuti

Imprenditori arrabbiati per la procedura telematica che ha erogato finanziamenti a fondo perduto. Il deputato Becattini: «Ho fatto un’interrogazione»

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EMPOLI. Tasse eccessive, costo del lavoro penalizzante, lentezza nel sistema pubblico. Questi i punti su cui hanno chiesto un intervento le imprese visitate nell’abito del giro in provincia di Firenze fatto dall’onorevole Lorenzo Becattini che sta visitando ottanta realtà per mettere poi a punto una proposta di legge calibrata sulle esigenze di questo mondo. Un mondo di imprenditori che si sono fatti da soli, sul mercato da generazioni. Oppure da pochissimo come a Castelfiorentino le ceramiche Arti-C dove due ex dipendenti Rachele Rizzo e Alessio Palma hanno rilevato l’attività dal proprietario e hanno scommesso sulla lavorazione della terracotta in un momento in cui delle centinaia di attività che c’erano ne sono rimaste solo dieci. Attività che in generale sono alle prese con attenzioni insufficienti, con aiuti indirizzati più frequentemente su altri settori e non su quello manifatturiero.

Ma dove c’è un tessuto fatto di «persone che sono orgogliose di quello che hanno fatto e fanno» come hanno spiegato all’azienda Inpa di S. Ansano fondata nel 1959. Un sistema di “piccoli eroi” che va avanti in una selva di trappole burocratiche. Come quella del “click day”. L'istanza per i finanziamenti a fondo perduto offerti per l’acquisto di macchine capaci di aumentare la sicurezza in azienda, infatti, doveva essere presentata telematicamente. E pochi hanno avuto la fortuna di infilare il click giusto. All’azienda Ghelli di Castelfiorentino, impresa storica fondata nel 1890 che lavora marmi e altri materiali, hanno avuto l’opportunità di riuscire a presentare la domanda. «Poi però - spiegano - è stata bocciata» per una mera questione burocratica. Da qui Becattini ha presentato un’interrogazione perché «questo è un sistema barbaro - ha spiegato il deputato - non deve valere il sistema per cui chi prima arriva prende».

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«Sto facendo queste visite- ha continuato - perché in questo modo riesco a conoscere le imprese e i loro bisogni. Siamo alla fine della legislatura, si ha l’impressione di aver smosso qualcosa: ma bisogna farselo dire dagli imprenditori. Ci sono misure che sono state apprezzate con gli sgravi fiscali per passare dai contratti a tempo determinato a tempo indeterminato, la legge Sabatini e altre misure. Bisogna lavorare ancopra sul sistema delle autorizzazioni pubbliche. E finito questo giro lanceremo alcune proposte.
«Abbiamo bisogno di flessibilità e semplificazione per rispondere al mercato - ha detto il presidente della Cna Marco Landi - abbiamo necessità che le regole siano più chiare. In Italia stanno rientrando produzioni ma bisogna saperle accogliere nel modo adeguato».
 

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