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Empoli

«Tenetevi i soldi, siamo davvero stremati» 

«Tenetevi i soldi, siamo davvero stremati» 

Lunghe liste di attesa: l’Asl tenta di ridurle pagando di più gli straordinari. Ma ai lavoratori non interessa

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EMPOLI. Un problema mai risolto quello delle liste di attesa. Un babbo empolese segnala che per una visita allergologica per la figlia, l’appuntamento per una struttura della zona è per il 2019. Tempi molto più brevi se il genitore sceglie di sobbarcarsi 40 chilometri e andare a Firenze. Paradossi a cui l’Asl cerca di rimediare pagando di più lo straordinario al personale sanitario. Ma la risposta dei lavoratori è lapidaria: «Tenetevi i soldi, siamo stremati».
Una frase che esprime il concetto di un rifiuto a lavorare oltre l’orario normale per aiutare l’azienda a ridurre le liste di attesa. E che il sindacato sta raccogliendo tra il personale dell’Asl Toscana Centro. «Stiamo cominciando a parlare con l’Asl della produttività aggiuntiva – dice Simone Baldacci della Cgil Funzione pubblica – Ci sarà il consueto il fondo speciale per maggiorare la paga dello straordinario e incentivare l’adesione dei lavoratori. In passato ha dato buoni risultati. Ma i pareri che stiamo raccogliendo tra i lavoratori è di un rifiuto, specie negli ospedali di Empoli e Prato, dove si è fatto un uso intenso degli straordinari, a fronte di un organico risicato. Si va verso un flop dell’offerta da parte dell’Asl».
Sul caso del babbo empolese e della data per la visita al 2019, l’Asl ha spiegato che ormai l’area è unica e che Empoli e Firenze sono centri in egual misura a disposizione dei cittadini.
«Hanno rimpiazzato chi ha lasciato il lavoro – dice il sindacalista – E di questo va dato atto all’azienda. Nei sette o otto anni precedenti, le uscite sono state coperte dal 50%. La stanchezza del personale deriva proprio da questa situazione».
Intanto l’assessore regionale alla sanità, Stefania Saccardi, in fatto di liste di attesa per interventi chirurgi, rispondendo in consiglio regionale a un’interrogazione di Andrea Quartini del Movimento Cinque Stelle, ha spiegato che «tendenzialmente siamo nei tempi previsti di trenta giorni per gli interventi oncologici, con scostamenti di pochi giorni, mentre difficoltà innegabili ci sono nella gestione della chirurgia programmata, specie nell’ortopedia» e questo anche a causa della carenza di personale, che non consente di utilizzare pienamente le sale operatorie. L’assessore ha precisato che sul fronte del personale «stiamo intervenendo. Nell’azienda centro stanno per essere assunti ventuno anestesisti ed altro personale proprio per riorganizzare le sale». (a.q.)

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