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dopo un mese di presidio in azienda 

Maestrelli, tra 7 giorni la decisione finale 

Maestrelli, tra 7 giorni la decisione finale 

Il tribunale deciderà se dare il via al fallimento oppure al concordato in continuità

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VINCI. Si è tenuta ieri negli uffici del tribunale di Firenze l'udienza preliminare per il concordato in bianco relativo alla cartotecnica Maestrelli. Il periodo di 90 giorni, chiesto dall'azienda con sede a Sovigliana, è arrivato a scadenza e la proprietà nell'incontro di ieri ha consegnato al giudice tutta la documentazione del caso sugli ultimi tre mesi di attività (piano di rientro con i creditori, eventuale rilancio e manifestazioni di interesse ricevute). Secondo le indiscrezioni la proprietà, rappresentata dall'amministratore delegato Cesare Michelin, avrebbe chiesto un periodo di proroga di ulteriori trenta giorni che, però, il giudice non avrebbe accordato. La prossima udienza è stata fissata per mercoledì prossimo, 17 maggio. In quella sede verrà resa nota la decisione del tribunale con una sentenza che potrà aprire sostanzialmente due scenari. Da una parte c'è il via libera al fallimento con la liquidazione immediata dell'attività. Dall'altra la possibilità di concedere un concordato in continuità per valutare le manifestazioni di interesse (tra le quali c'è anche quella avanzata dalla cooperativa costituita dagli operai Mestrelli) finora pervenute e vedere se ci sono margini per un rilancio.
In quest'ultimo caso la palla passerebbe operativamente nelle mani del commissario nominato dal giudice. A lui spetterebbe di condurre le operazioni, analizzando i numeri e ascoltando le diverse parti in causa. Una soluzione, quest'ultima, che viene caldeggiata dai lavoratori della cartotecnica che stanno continuando ad occupare la fabbrica in attesa che venga presa una decisione sul loro futuro. «Stiamo arrivando al termine di tre mesi durissimi – commentano – speriamo che la partita venga presa in mano dal tribunale al più presto, in modo da uscire da un limbo che ci vede da due mesi in fabbrica senza riscuotere e senza la possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali». Nonostante l'apertura, alla fine di marzo scorso, di una procedura di licenziamento collettivo da parte dell'azienda, la chiusura dell'operazione non c'è mai stata e gli operai (ce ne sono alcuni che nel frattempo avrebbero trovato ricollocazione) sono bloccati.
Marco Pagli

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