Il Tirreno

Empoli

Aereo precipita, muore pilota di 54 anni 

di Francesco Turchi
Gabriele Cianetti (Foto da Facebook)
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Gabriele Cianetti (Foto da Facebook)

Tragedia in Alaska: Gabriele Cianetti era originario di San Miniato e aveva lavorato come assicuratore per vent’anni a Empoli

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EMPOLI. Si è schiantato con l’aereo su un terreno montuoso del sud-ovest dell’Alaska, a oltre ottomila chilometri di distanza dalla sua terra d’origine. Il corpo di Gabriele Cianetti, 54 anni, originario de La Scala di San Miniato e per vent’anni assicuratore a Empoli, è stato trovato venerdì 5 maggio, a un’altezza di circa 900 metri, a dodici chilometri dal lago Chignik, in un terreno ripido e coperto di neve, accanto al relitto del Cessna 208B Caravan della Giant Aviation, l’azienda per la quale lavorava da due anni e mezzo.

L’incidente è avvenuto nel pomeriggio del 1º maggio scorso, durante un volo da Port Heiden a Perryville. Poche ore dopo l’impatto, una squadra di salvataggio aveva raggiunto il relitto, ma le operazioni di recupero del cadavere sono state particolarmente complesse, complice il maltempo.

Gabriele, perito aeronautico, era molto conosciuto a Empoli, dove aveva lavorato a lungo come assicuratore. Aveva lavorato prima per Allianz Subalpina, per poi passare a Groupama, con un’agenzia nella centralissima piazza Matteotti. E nel tempo libero coltivava la sua grande passione per il volo, alla guida di alianti o ultraleggeri. Ma il sogno della sua vita era fare il pilota di aerei. E per coronarlo, nel 2007, aveva deciso di lasciare tutto e di volare negli Usa.

In Italia, infatti, non avrebbe potuto ottenere il brevetto a causa di una lievissima imperfezione alla vista. Che invece viene considerata ininfluente negli Stati Uniti, dove aveva ottenuto una “green card”, che consente ad uno straniero di risiedere negli Usa per un periodo di tempo illimitato. In un primo momento si era trasferito a Dallas (Texas), dove – per mantenersi gli studi della lingua e i corsi di pilotaggio civile – aveva lavorato in una fabbrica di gelati.

Poi era riuscito a conseguire il brevetto e aveva iniziato a lavorare per alcune compagnie private, specializzate nel trasporto di posta ma anche di medicinali, in un territorio dove per buona parte dell’anno (quando la neve e le temperature glaciali rendono impraticabili le strade) l’aereo diventa l’unico mezzo di trasporto utilizzabile per questo tipo di servizi. Cianetti si era trasferito ad Anchorage, la città più grande dell’Alaska, che conta circa 300. 000 abitanti, dove è stata trasportata la salma per l’autopsia allo State Medical Examiner Office. Una relazione preliminare sull’incidente – secondo fonti giornalistiche locali – dovrebbe essere pubblicata la prossima settimana.

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Il pilota sanminiatese (che alcuni anni fa aveva conseguito anche il brevetto di secondo grado per il traporto di passeggeri) stava trasportando posta e merci, quando – intorno alle 14 locali (la mezzanotte in Italia) – dal Cessna è partito un segnale di Sos, raccolto dalla guardia costiera. Si è subito alzato in volo un elicottero e dopo 4 ore di ricerche, il velivolo è stato individuato; poi, a causa delle pessime condizioni meteo, l’equipaggio ha dovuto attendere altre due ore prima di calare sul luogo dell’incidente un soccorritore, che però non ha potuto fare altro che constatare il decesso di Cianetti, che stava volando da solo. L’unico passeggero, secondo quanto riferito dal presidente della Grant Aviation, Bruce Mc Glasson al sito adn.com – era sceso a Port Heiden.

Nella giornata di giovedì, un team di tre uomini specializzati della National transportation safety board (Agenzia investigativa indipendente del governo Usa che indaga su questo tipo di incidenti), ha recuperato il corpo del pilota ed effettuato i rilievi fotografici utili ai fini delle indagini.

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Gabriele, che viveva da solo in Alaska, lascia il fratello Luigi, dipendente della Sammontana di Empoli e la sorella Maria Cristina, insegnante alla scuola primaria di Ponte a Egola, entrambi residenti a La Scala di San Miniato. Ora i familiari sono in attesa di capire quando – con il supporto della Farnesina – la salma potrà tornare in Italia, per il funerale.

IL DOLORE DEGLI AMICI

«Ci eravamo visti pochi mesi fa. È stata una batosta doppia». Luciano Pecci è stato socio di Cianetti dal 1995 e al 2002 nell’agenzia assicurativa Groupama di piazza Matteotti a Empoli: «La sua grande passione era il volo, voleva coronare il sogno di diventare pilota e ci era riuscito con grande caparbietà. In Italia sarebbe stato impossibile per un lievissimo deficit visivo, negli Stati Uniti no. Quando mi prospettò l’ipotesi di trasferirsi, non gli nascosi i miei dubbi su una decisione così drastica ma alla fine aveva deciso di partire ed era riuscito a raggiungere il suo obiettivo. Si era sacrificato tanto per pagarsi il corso e poi aveva ottenuto il brevetto di primo grado e quindi, alcuni anni più tardi, quello di secondo, per trasportare anche passeggeri».

Poco tempo fa Gabriele era tornato in Italia e aveva avuto modo di incontrare molti amici che non vedeva da tempo: «Doveva sottoporsi a un piccolo intervento chirurgico alla spalla. Aveva mantenuto la doppia nazionalità e così aveva deciso di tornare qui. È rimasto tre mesi, fino a febbraio, quando è ripartito per l’Alaska. Era un uomo buono e socievole, capace di andare in capo del mondo pur di realizzare un sogno. È stato tradito dalla sua passione, ma era una persona felice».

Anche Stefano Angelini, assicuratore empolese, aveva lavorato a lungo a fianco di Gabriele, per poi subentrargli nella società con Pecci: «L’ho conosciuto nel 1983, quando iniziai a lavorare in questo settore. Era un amico vero. E quando nell’inverno scorso è tornato da queste parti è stato un piacere rivederlo, siamo stati anche a cena insieme: era sereno e realizzato». Tre mesi dopo, quel sorriso è stato cancellato dalla tragedia: «Quando sua sorella ci ha telefonato in ufficio – racconta Stefano – per dirci della tragedia, è stato un colpo tremendo, perché Gabriele era buono e tranquillo. Una persona perbene, con una grandissima passione per il volo. Ora cercheremo di capire – attraverso la famiglia, con la quale siamo in contatto – quando la salma potrà rientrare in Italia, ma per il momento non abbiamo molte informazioni».

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