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Porta Bernarda, il mito Aceto: «Il rossonero è il mio grande amore» - L'intervista
Andrea De Gortes sfoglia l’album dei ricordi: io bravo e fortunato, oggi per vincere serve tanta... fortuna
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FUCECCHIO. Andrea Degortes detto “Aceto”, del Palio, è il re. Principale esponente di una dinastia di fantini — Cianchino, Bastiano, Il Pesse — Aceto è probabilmente l’unico fantino da Palio conosciuto in tutto il mondo. A Siena ha vinto 14 palii (su 58 partecipazioni). Rimane il fantino più vittorioso della storia recente del Palio di Siena, con una vittoria di vantaggio su Luigi Bruschelli detto “Trecciolino. A Fucecchio — quando è arrivato — ha sancito la trasformazione dal Palio alla fucecchiese a quello alla “senese”, fatto di strategie, accordi e contro-accordi. La sua esperienza fucecchiese è strettamente legata a Porta Bernarda, a cui ha regalato il primo cencio, nel 1989, per poi vestirne la casacca fino al 1991. L’unica altra contrada fucecchiese dove Aceto ha corso è stata la Ferruzza, nel 1994, col cavallo Cristal Jack. E oggi Aceto — quando torna nella contrada rossonera — è accolto come un re.
Che rapporto ha con Porta Bernarda?
«C’è stato un grande amore, durato per tanti anni. In un “matrimonio” si può anche litigare e a noi è successo. Però poi abbiamo riallacciato i rapporti e questa amicizia dura ancora; ho avuto la fortuna di ritrovare ancora oggi più o meno gli stessi dirigenti di 30 anni fa. La contrada — ora che ho smesso da oltre 20 anni — continua comunque ad invitarmi e questo significa c’è un bel rapporto; mi fa piacere, perché vuol dire che mi sono comportato in un certo modo. Credo che prima di essere stato un grande fantino sono stato un grande uomo e per questo che mi rispettato tutti».
Come è cambiato il Palio di Fucecchio?
«Già ai miei tempi serviva molta fortuna, ora con la tratta ce ne vuole ancora di più. Prima una contrada se aveva le risorse le poteva spendere per un buon cavallo ed un buon fantino così da avere più possibilità di vittoria. Adesso con la tratta l’80% è fortuna».
Chi è stato al suo livello a Fucecchio?
«C’è stato Cianchino (Salvatore Ladu ndc), un bravo fantino. Ma ce ne sono stati altri, che magari non hanno vinto. Non è detto che se io ho vinto più degli altri allora vuol dire che sono il migliore: certo la fortuna era dalla mia parte, io non regalavo niente, ero abbastanza bravo, però questo è un giochino basato parecchio sulla fortuna».
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Della nuova generazione di fantini chi le piace?
«La Bernarda, ad esempio, ha montato un fantino (Silvano Mulas, ndc) che 20 giorni prima aveva vinto il derby, la corsa più importante d’Italia. Hanno sempre montato grandi fantini, così come altri. I fantini da Palio ormai vanno per la maggiore».
Dopo il Palio di Siena per lei viene Fucecchio?
«Secondo me sì, c’è anche Legnano, che è un “bel pezzo avanti”. Per me il Palio è bello quando la popolazione è interessata alla manifestazione. A Fucecchio è molto sentito e di conseguenza molto importante».
Cosa serve oggi ad un fantino per vincere il Palio?
«Le parolacce non si dicono, quindi.... tanto fondoschiena».
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