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Esplosione alla Revet intossicati quattro operai
di Marco Sabia
Scoppia un contenitore di vetro contenente un liquido (non identificato) irritante Paura tra i lavoratori, scatta la maxi-emergenza: i coinvolti non sono gravi
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EMPOLI. Un recipiente esplode e — in seguito alla fuoriuscita del liquido all’interno — quattro operai della Revet Vetri di Empoli sono finiti al pronto soccorso dell’ospedale San Giuseppe. È successo ieri in via VIII marzo, nella zona industriale del Terrafino, quando erano da poco passate le 13.
I quattro operai, leggermente intossicati e con irritazioni agli occhi, sono stati trasportati in codice verde all’ospedale dalla Pubblica Assistenza di Empoli e dalla Croce d’oro di Limite sull’Arno per essere visitati e sottoposti ad accertamenti. Le loro condizioni, comunque, non destavano particolari preoccupazioni.
Sul posto, tuttavia, c’è stato un imponente dispiegamento di uomini e di mezzi: oltre alle due ambulanze è arrivata anche l’automedica, a cui si è aggiunto un altro mezzo del 118, oltre a quello dell’unità di maxiemergenza, con annessa unità di decontaminazione e personale specializzato.
I vigili del fuoco (arrivati dal distaccamento che si trova poco distante e supportati anche dai colleghi del nucleo Ncbr (Nucleare, chimico, batteriologico e radiologico), sono entrati nella fabbrica dopo aver indossato degli speciali equipaggiamenti. Infine una pattuglia dei carabinieri, a cui si sono aggiunti i tecnici dell’Arpat, che hanno fatto alcuni campionamenti, dai quali però non è emerso — almeno per il momento — di quale sostanza si trattasse.
La Revet Vetri si occupa del recupero, della selezione e dell’avvio al riciclo del vetro, proveniente dalle raccolte differenziate urbane (le campane del vetro) e da quelle delle attività produttive.
Ma cosa è successo nel concreto? Da una prima ricostruzione è emerso che un recipiente (forse una bottiglia) è esploso e ha iniziato a disperdere il liquido che c’era dentro, finendo sul nastro trasportatore. Alcuni lavoratori hanno detto di aver sentito distintamente un’esplosione, altri no, complice anche il rumore presente in questo comparto dell’azienda. Fatto sta che la sostanza liquida ha iniziato a creare problemi agli operai presenti, che hanno accusato malesseri per le irritazioni agli occhi, oltre a mostrare i sintomi tipici dell’intossicazione (seppur di lieve entità).
Appena si sono resi conto di ciò che stava accadendo, hanno dato l’allarme e il personale all’interno dell’azienda è stato evacuato in base ai dettami del protocollo che si segue in queste situazioni. Di conseguenza i lavoratori con i sintomi più evidenti sono stati fatti salire sulle due ambulanze, dove sono stati visitati dai sanitari del 118, per poi essere trasferiti al pronto soccorso.
Poi è iniziato il lungo procedimento per capire cosa fosse accaduto: i vigili del fuoco hanno perimetrato con il nastro bianco e rosso l’ingresso che porta alla zona dello scarico, impedendo di conseguenza ai camion che erano nel piazzale di scaricare ciò che avevano nei relativi cassoni (i tir sono potuti rientrare nel piazzale interno per depositare i rifiuti da riciclare circa 3 ore dopo).
Poi due pompieri del nucleo Ncbr hanno indossato l’equipaggiamento idoneo e sono entrati nell’area dove la sostanza si è sparsa, facendo ritorno una mezzora dopo. «Da quello che è emerso — fa sapere l’azienda — si tratta di una sostanza che era contenuta in uno dei recipienti conferiti tra i rifiuti; non, quindi, di un prodotto che l’azienda poteva utilizzare nel suo processo lavorativo. Ad esempio un recipiente conferito in maniera sbagliata in una campana del vetro con all’interno questo liquido potrebbe aver mandato in tilt l’azienda per parecchie ore, causando problemi agli operai coinvolti».
Tuttavia, vista la mole dei rifiuti e la loro condizione sarà molto complicato risalire alla bottiglia che si è rotta, oltre alla tipologia della sostanza che essa conteneva. Grande spavento per gli operai e per tutti i presenti, rimasti per alcune ore tra l’ingresso dell’azienda e il piazzale antistante. La parte produttiva è ripartita già dal turno serale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I quattro operai, leggermente intossicati e con irritazioni agli occhi, sono stati trasportati in codice verde all’ospedale dalla Pubblica Assistenza di Empoli e dalla Croce d’oro di Limite sull’Arno per essere visitati e sottoposti ad accertamenti. Le loro condizioni, comunque, non destavano particolari preoccupazioni.
Sul posto, tuttavia, c’è stato un imponente dispiegamento di uomini e di mezzi: oltre alle due ambulanze è arrivata anche l’automedica, a cui si è aggiunto un altro mezzo del 118, oltre a quello dell’unità di maxiemergenza, con annessa unità di decontaminazione e personale specializzato.
I vigili del fuoco (arrivati dal distaccamento che si trova poco distante e supportati anche dai colleghi del nucleo Ncbr (Nucleare, chimico, batteriologico e radiologico), sono entrati nella fabbrica dopo aver indossato degli speciali equipaggiamenti. Infine una pattuglia dei carabinieri, a cui si sono aggiunti i tecnici dell’Arpat, che hanno fatto alcuni campionamenti, dai quali però non è emerso — almeno per il momento — di quale sostanza si trattasse.
La Revet Vetri si occupa del recupero, della selezione e dell’avvio al riciclo del vetro, proveniente dalle raccolte differenziate urbane (le campane del vetro) e da quelle delle attività produttive.
Ma cosa è successo nel concreto? Da una prima ricostruzione è emerso che un recipiente (forse una bottiglia) è esploso e ha iniziato a disperdere il liquido che c’era dentro, finendo sul nastro trasportatore. Alcuni lavoratori hanno detto di aver sentito distintamente un’esplosione, altri no, complice anche il rumore presente in questo comparto dell’azienda. Fatto sta che la sostanza liquida ha iniziato a creare problemi agli operai presenti, che hanno accusato malesseri per le irritazioni agli occhi, oltre a mostrare i sintomi tipici dell’intossicazione (seppur di lieve entità).
Appena si sono resi conto di ciò che stava accadendo, hanno dato l’allarme e il personale all’interno dell’azienda è stato evacuato in base ai dettami del protocollo che si segue in queste situazioni. Di conseguenza i lavoratori con i sintomi più evidenti sono stati fatti salire sulle due ambulanze, dove sono stati visitati dai sanitari del 118, per poi essere trasferiti al pronto soccorso.
Poi è iniziato il lungo procedimento per capire cosa fosse accaduto: i vigili del fuoco hanno perimetrato con il nastro bianco e rosso l’ingresso che porta alla zona dello scarico, impedendo di conseguenza ai camion che erano nel piazzale di scaricare ciò che avevano nei relativi cassoni (i tir sono potuti rientrare nel piazzale interno per depositare i rifiuti da riciclare circa 3 ore dopo).
Poi due pompieri del nucleo Ncbr hanno indossato l’equipaggiamento idoneo e sono entrati nell’area dove la sostanza si è sparsa, facendo ritorno una mezzora dopo. «Da quello che è emerso — fa sapere l’azienda — si tratta di una sostanza che era contenuta in uno dei recipienti conferiti tra i rifiuti; non, quindi, di un prodotto che l’azienda poteva utilizzare nel suo processo lavorativo. Ad esempio un recipiente conferito in maniera sbagliata in una campana del vetro con all’interno questo liquido potrebbe aver mandato in tilt l’azienda per parecchie ore, causando problemi agli operai coinvolti».
Tuttavia, vista la mole dei rifiuti e la loro condizione sarà molto complicato risalire alla bottiglia che si è rotta, oltre alla tipologia della sostanza che essa conteneva. Grande spavento per gli operai e per tutti i presenti, rimasti per alcune ore tra l’ingresso dell’azienda e il piazzale antistante. La parte produttiva è ripartita già dal turno serale.
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