Il Tirreno

Empoli

Venti coltellate al rivale per gelosia condannato a 10 anni e 6 mesi 

di Matteo Leoni
Venti coltellate al rivale per gelosia condannato a 10 anni e 6 mesi 

Il trentatreenne di Vinci tentò di uccidere il fidanzato della sua ex in una casa colonica a Montespertoli durante la festa di compleanno della ragazza che era intervenuta per dividere i due. E rimase ferita

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VINCI. Condanna a dieci e mezzo di reclusione per Alberto Romani, il trentatreenne di Vinci che spinto dalla gelosia cercò di uccidere il suo rivale in amore accoltellandolo ripetutamente, e poi ferì anche l’ex compagna intervenuta per dividerli.
L’uomo, arrestato il 16 giugno scorso subito dopo l’episodio con l’accusa di tentato omicidio, è stato processato con giudizio immediato. L’aggressione avvenne la mattina alle 4 in un ex colonica di via dei Mandorli, in una zona di campagna a Montespertoli, durante la festa di compleanno della sua ex, una ragazza di vent’anni. Romani, la ex e il suo nuovo compagno vivevano insieme nella casa, dotata di spazi in comune, dove abitavano anche altre persone.
Tra i due uomini c’erano già stati screzi e momenti di tensione, ma niente poteva fare prevedere quello che di lì a poco sarebbe accaduto. Quella sera la gelosia, covata per troppo tempo, scoppiò trasformandosi in un esplosione di violenza.
Secondo la ricostruzione dei carabinieri, alla fine della serata Romani andò in cucina, afferrò il forchettone da bistecca e si avventò contro il giovane rivale, colpendolo per venti volte, anche vicino a organi vitali. A salvare la vittima fu la sua stazza, che gli consentì di contenere i danni e di non subire colpi mortali. Il ragazzo infatti, un venticinquenne di corporatura robusta, nonostante le dolorose ferite riportate riuscì a reagire. A mani nude bloccò l’aggressore e lo immobilizzò, facendo scudo col suo corpo alla fidanzata mentre l’altro continuava a colpirlo, in tutto venti volte.
La ragazza era intervenuta per cercare di dividerli, ma rischiò di avere la peggio, trovandosi anche lei travolta dalla cieca furia di Romani. L’uomo riuscì a colpirla a un polso, provocandole la lesione di un tendine, che i medici giudicarono guaribile in 25 giorni. I due ragazzi non andarono subito al pronto soccorso. Furono curati dalla pubblica assistenza alla stazione di Empoli, dove li avevano accompagnati alcuni amici.
Da qui furono trasportati in ambulanza all’ospedale San Giuseppe, dove furono curati e dimessi dopo poco tempo: ventisette giorni di prognosi per il venticinquenne, poco meno per la fidanzata. Entrambi però risultarono subito fuori pericolo di vita.
Quella sera Romani non resse alla vista della ex mano nella mano col nuovo compagno, alla fine della serata. Armato del forchettone da bistecca e di una rabbia incontenibile colpì alla cieca, in ogni parte del corpo, per fortuna senza centrare punti vitali. Per l’accusa, rappresentata in aula dal pubblico ministero Tommaso Coletta, Romani aggredì per uccidere. Il tribunale che lo ha condannato ha stabilito provvisionali di 30 mila euro per il rivale in amore di 10 mila euro per la ex.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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