Il presidio
Il presidente di Alia Regini : «Quello empolese è un modello sperimentale da esportare»
«Il nostro obiettivo era quello di mantenere un servizio utile e apprezzato dalla cittadinanza, ma soprattutto socialmente valido, risolvendo allo stesso tempo, un problema che è sotto gli occhi di...
«Il nostro obiettivo era quello di mantenere un servizio utile e apprezzato dalla cittadinanza, ma soprattutto socialmente valido, risolvendo allo stesso tempo, un problema che è sotto gli occhi di tutti - afferma la sindaca Brenda Barnini nel corso della presentazione del nuovo sistema di raccolta degli abiti usati - ovvero l'inciviltà di coloro che razziavano i contenitori mettendo in atto una vera e propria cernita a cielo aperto degli indumenti e delle scarpe». «Il progetto che avviamo a Empoli - ha dichiarato Paolo Regini, presidente di Alia - è un sistema sperimentale che mette insieme obiettivi ambientali e di solidarietà sociale. Il protocollo d'intesa siglato con i parroci della città è stato il passaggio fondamentale che ci ha consentito di unire un servizio di raccolta ad iniziative di sostegno alle persone più bisognose del nostro territorio. Adesso pensiamo di esportare questa modalità anche in altri comuni». «Le parrocchie sono felici di poter contribuire a questo servizio che va a migliorare a mio avviso la distribuzione di abiti usati fra le famiglie e le persone bisognose - ha detto il Proposto di Empoli, Don Guido Engels -. La nostra disponibilità, di fronte a una finalità di questo tipo, è stata massima».
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