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«Hanno dimostrato di non voler riscuotere»

«Hanno dimostrato di non voler riscuotere»

Il manager Michelin: con quei soldi avrei pagari le loro retribuzioni. Non andrò all’incontro in Regione

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VINCI. «Con questa mossa gli operai mi hanno dimostrato che non sono interessati a riscuotere gli stipendi». Ormai siamo al muro contro muro. E Cesare Michelin, amministratore delegato della cartotecnica Maestrelli, non si nasconde.

Riceve i giornalisti all’interno dell’azienda e spiega il suo punto di vista su tutta la vicenda: «Non mi risulta che i lavoratori là fuori siano soci dell’azienda. Io sono responsabile di fronte al tribunale, il resto non mi interessa». Poi fotografa la situazione: «Il 10 febbraio scorso ho presentato la richiesta di concordato preventivo in bianco; la legge mi concede da 60 a 100 giorni per presentare una proposta concordataria di liquidazione dei creditori. In base all’ultima riforma l’azienda è obbligata al pagamento integrale dei creditori privilegiati, mentre la soglia stabilita per i chirografari è del 20%: altrimenti c’è il fallimento». In questo quadro, Michielin smentisce di aver già portato i libri in tribunale: «No, non l’ho fatto, perché significherebbe chiedere il fallimento. Con il concordato in bianco l’azienda è ancora “in bonis”, ha il pieno possesso di atti e beni e di conseguenza il commissario giudiziale nominato dal tribunale di Firenze è semplicemente un “osservatore” per conto del giudice delegato, al quale riporta le notizie su quanto sta accadendo». La Cartotecnica è un’azienda storica, fondata all’inizio degli anni Sessanta dai fratelli Maestrelli, e negli anni d’oro è arrivata ad avere un centinaio di dipendenti, dislocati su più sedi. Ma come si è arrivati a questo punto? «Dal 2008 - risponde Michelin - l’Italia e l’economia mondiale sono alle prese con una crisi profonda e mai superata: noi, come molte altre realtà, non siamo riusciti a superarla, nonostante gli sforzi».

Quindi un’altra stilettata ai dipendenti: «Avevo consigliato loro di riunirsi in cooperativa per garantire la continuità aziendale e il mantenimento dei posti di lavoro, ma non hanno voluto saperne». Poi l’ad fa sapere che alla luce dei fatti di ieri ha deciso di non partecipare all’incontro in Regione: «Con la presa di posizione dei lavoratori, le parti si sono definitivamente allontanate». Sui licenziamenti: «Con la richiesta di concordato abbiamo aperto la procedura di mobilità. Entro il120° giorno saranno notificate le lettere di licenziamento collettivo».

Poi torna sulla vicenda del tentato smaltimento delle lastre in alluminio, bloccato dagli operai: «Nel periodo in cui definiamo la proposta di concordato, siamo autorizzati ad effettuare atti di ordinaria amministrazione. Noi abbiamo un reparto di litografia con stampa offset, per la quale utilizziamo queste lastre, il cui smaltimento è remunerato. Abbiamo cercato di fare cassa a beneficio dei lavoratori, che invece evidentemente hanno ritenuto opportuno non riscuotere lo stipendio. Sarebbero stati pochi soldi? Il mare è fatto di gocce...». (f.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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