Il Tirreno

Empoli

Altri due furti a Torre, rubati gioielli e orologi

di Marco Sabia
Immagini delle abitazioni visitate dai ladri a Torre
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Immagini delle abitazioni visitate dai ladri a Torre

Fucecchio: ennesima ondata di colpi, sono quattordici dall’inizio dell’anno. Abitazioni a soqquadro, il racconto choc delle vittime e la solidarietà dei vicini

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FUCECCHIO. Ladri acrobati ancora in azione a Torre, stavolta in via Ultrario. Si tratta del quattordicesimo furto da gennaio nelle case dei torrigiani, a due giorni dall'incontro del sindaco Fucecchio, Alessio Spinelli col prefetto di Firenze Alessio Giuffrida, col questore Alberto Intini e col comandante provinciale dei carabinieri Giuseppe De Liso.

Nel frattempo nella sera di sabato 25 marzo ecco l'ennesimo raid a Torre: tra le 20,40 e la mezzanotte, infatti, le case di Claudia Tinacci e Fabrizio Gabbrielli sono state visitate dai malviventi, che hanno portato via oro, orologi di valore, anelli e un televisore. Nessuno dei due era in casa mentre i ladri hanno messo a segno il doppio colpo. Gabbrielli si era allontanato per un'ora e mezza (tra le 20,40 e le 22,15), la vicina Tinacci dalle 19 a mezzanotte. Entrambi, quando sono tornati a casa, hanno trovato una sorpresa quanto mai sgradita. La dinamica è abbastanza chiara: dalla vallata che si affaccia sul lato posteriore di queste villette, la banda ha impiegato un pezzo di un ponteggio in metallo per scavalcare il muretto e la rete. Non è chiaro in quale casa i ladri siano entrati per primi.

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Nel caso di Tinacci è proprio la vittima a raccontare quanto accaduto: «Sono tornata a casa, insieme a mia figlia. Non riuscivo ad aprire la porta e poi mi sono accorta che i ladri avevano piazzato un grosso mobile a contrasto, azione che hanno ripetuto anche per la porta dell’ingresso posteriore. Dentro era tutto a soqquadro, dalla cucina, alla sala fino alle camere. Mi hanno rubato degli orologi di valore, un po' di oro, gli anelli di fidanzamento e 100 euro in contanti che erano in un cassetto. Non hanno toccato televisori né computer. E hanno divelto la porta blindata, la cui sostituzione mi costerà parecchie centinaia di euro. Fra tutti i danni e gli oggetti rubati si superano i 10.000 euro». La donna, domenica 26 marzo, era ancora in stato di shock: «Non ho il coraggio di mettere a posto, mi sento male a vedere quello che è successo. Sto aspettando i miei familiari che mi daranno una mano a farlo. E per fortuna che i carabinieri si sono comportati in maniera estremamente umana con mia figlia. Per questo devo ringraziarli, perché sono riusciti a tranquillizzarla. Io poi ho dormito in sala, non ce la facevo a tornare a letto per la paura. Mia figlia, invece, ha dormito dai nonni».

Dentro la casa della donna, in effetti, sembra sia passato un piccolo Attila: mobili molto pesanti staccati dal muro, documenti buttati ovunque, cassetti degli armadi rimossi. Hanno aperto anche la botola che dà sulla mansarda. Sul muro si vedono le impronte delle scarpe, di un numero non troppo grande, il che fa pensare ad un ragazzino oppure ad una donna. Perché in alcuni casi, le vittime di questa banda hanno trovato appunto giacchetti da donna provati e poi lasciati sul letto. Nessun accanimento, poi, coi cani presenti e molto mansueti.

Più o meno lo stesso copione nella casa accanto, quella di Fabrizio Gabbrielli: porta-finestra rotta e tutto, ancora una volta, a soqquadro. Qui non c'erano oggetti di particolare valore, così i ladri hanno svuotato la borsa da calcetto dell'uomo infilandoci un televisore da 32 pollici prima di fuggire. Già il mattino dopo, la notizia si è diffusa in paese, così in tanti si sono recati a casa delle vittime per esprimere vicinanza e solidarietà. L'escalation di furti sta avendo l'effetto di avvicinare le persone, di fare comunità. Però l'esasperazione è evidente: i colpi sono messi a segno con precisione chirurgica, non appena la vittima designata si allontana per poche decine di minuti da casa sua.

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