Il presidio
Morì nell’auto contro un muro, il Comune sborserà 300.000 euro
Ventuno anni dopo l’incidente che costò la vita a una 25enne sulla 429 a Certaldo, l’ente condannato per i ritardi nel risarcimento e l’Anas per l’asfalto viscido. Il sindaco Cucini: «Niente sospensiva»
CERTALDO. Dopo 21 anni di attesa straziante c'è la parola fine sul risarcimento danni per l'incidente che il 1º aprile 1996 costò la vita a Lucia Gori, all'epoca 25enne, schiantandosi contro un muro con la sua auto, sulla 429 a Certaldo, all'altezza della 'curva della morte'. Condannati l'Anas per la viscidità dell'asfalto e il Comune di Certaldo, che attivò in ritardo il procedimento di risarcimento danni, richiesto più volte dai genitori di Lucia. La somma complessiva da versare è pari 615mila euro fra Comune ed Anas che dovrebbero dividersi la somma ciascuno per 300mila euro.
L'annuncio è arrivato da parte del sindaco di Certaldo, Giacomo Cucini, al termine del consiglio comunale di giovedì sera, che ha spiegato come l'attuale amministrazione non presenterà richiesta di sospensiva ma procederà nei tempi previsti dalla legge, cioè entro 120 giorni, a pagare i 300mila euro che adesso la ragioneria sta quantificando al centesimo, una volta notificata la sentenza e allo stesso tempo a fare ricorso in appello contro Anas.
«La famiglia ha il diritto di essere rispettata dopo un lutto e una attesa che si protrae oltre 20 anni. Il Comune farà il suo dovere» ha spiegato il sindaco Cucini. Quel 1º aprile 1996 Lucia, impiegata in una azienda del calzaturiero, stava rincasando da Poggibonsi a Certaldo, e all'altezza della località Bassetto, alla “curva della morte” (così chiamata perché già teatro di altre tragedie) di Avanella, si schiantò contro un muro, dopo aver perso il controllo della sua Seat Marbella bianca.
L'asfalto viscido e la resina dei pini, piantati ai bordi della strada, avrebbero fatto pattinare i pneumatici dell'autoveicolo, secondo la prima ricostruzione dei carabinieri. Lucia morì quasi sul colpo, sbalzata fuori dalla vettura. La famiglia di Lucia, i genitori Mario e Rosanna, puntarono subito il dito contro l’asfalto, ritenuto troppo scivoloso: pochi mesi prima, nell'ottobre 1995 l'Anas aveva fatto alcuni lavori ad Avanella, rinnovando il fondo stradale.
Il 1996 fu un anno di lacrime lungo la 429 dove morirono tre giovani: Lucia Gori, Susanna Barnini e Marcio Renzi, tutti tra i 20 e i 30 anni: una lunga scia di sangue e dolore dovuta ad incidente stradali che sconvolse una comunità fra gennaio e aprile.
Servì molto tempo all'avvocato della famiglia Gori per avanzare la richiesta di risarcimento danni al Comune di Certaldo ed Anas. Ad Anas vennero chieste le carte dell'intervento legate al mano stradale, mentre il Comune avrebbe dovuto fornire i documenti inviati ad Anas, dove metteva in evidenza le difficoltà e le richieste per quel tratto di strada. Richieste cadute nel vuoto e con risposte tardive che fecero scattare la battaglia in tribunale. La prima lettera dell'avvocato della famiglia Gori arrivò in municipio nel 2000, alla quale ne seguì un'altra nel 2002 per il risarcimento danni. Una richiesta che, per motivi mai chiariti, non trovò una pronta risposta che adesso ha portato il giudice a condannare il Comune ed Anas. Nel 2006 il giudice del tribunale di Empoli, Elena Polidori, chiese una ulteriore perizia di un consulente tecnico per stabilire altri aspetti di quell'incidente. «Nostra figlia non guidava a forte velocità» aggiunsero i familiari. Adesso a distanza di 20 anni la viscidità dell’asfalto e le responsabilità del Comune, legate ai mancati tempi di avvio delle pratiche risarcitorie con l'assicurazione, sono le ragioni di questa sentenza, emessa nei primi giorni di marzo. Adesso Cucini ha annunciato che parlerà con la famiglia, mentre si procederà in appello contro Anas: «Probabilmente loro faranno lo stesso verso di noi e il rischio è che si possa aprire una discussione penosa in una sede di tribunale di fronte a un lutto» sottolinea il segretario Danilo D'Arco. Il Comune di Certaldo infatti ritiene che Anas possa avere qualche responsabilità in più su questa vicenda che proseguirà dopo il primo grado di giudizio in appello nelle aule di tribunale.
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