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Scatta la psicosi furti raffica di chiamate al 112
Tra i residenti c’è chi segnala come auto sospetta quella nuova del vicino Oppure i carabinieri vengono chiamati appena un mezzo si sofferma vicino alle case
FUCECCHIO. «Quanto siamo impauriti da uno a dieci? 10». A riassumere con un singolo numero la situazione a Torre è Roberto Pellegrini, presidente della Pro Loco locale nonché padre di una delle vittime dei ladri. Ci sono insicurezza e paura - vista l'escalation di furti che va avanti da due mesi - che stanno sfociando in una vera e propria psicosi. Cosicché la nuova macchina del vicino diventa un'auto sospetta, oppure quello che si ferma a parlare in auto - perchè dove vive non c'è segnale - può rappresentare un potenziale ladro. O il veicolo vecchio modello - magari un po' rovinato - che si muove fra le vie del paese e che potrebbe essere guidato da dei malviventi. Così scattano le chiamate ai carabinieri, che devono uscire con una pattuglia, sebbene in alcuni casi le segnalazioni non abbiano solide basi. Perché c'è anche da dire che - per la paura - col passaparola un'auto che passa da un determinato punto e viene seguita poco dopo da una pattuglia coi lampeggianti accesi, messe assieme diventano un inseguimento, magari dopo un furto.
Perché i militari vanno sul posto, che sia per una macchina ritenuta sospetta oppure per qualcuno che passeggia lungo la strada a orari improbabili, visto che nella zona di Torre, oltre ai furti, c'è il problema dello spaccio, da un paio d'anni a questa parte, con cui sono ancora i carabinieri a doversi confrontare. Da gennaio ad oggi tra via Ramoni, via Porto di Burello e via Ultrario ci sono stati 7 furti, concentrati principalmente dall'ultima settimana di febbraio in poi. Un'escalation che che ha spinto il sindaco Alessio Spinelli a far partire la raccolta firme per chiedere più sicurezza. E che ha impaurito le persone, che si sono indifese ed incapaci di reagire. Tutti fattori che hanno intimorito i residenti, come spiega ancora Pellegrini:«Ci avviamo verso la bella stagione: con che animo lasceremo le nostre abitazioni per una breve vacanza? C'è paura di subire ulteriori furti, è evidente. Che poi non si capisce perchè i ladri si siano accaniti su una singola zona, senza dimenticare che - con tutto il clamore attuale - si poteva pensare che questi malviventi decidessero di lasciar perdere. E invece no, continuano. E rubano anche dove non c'è niente, con le persone anziane in casa». Pellegrini fa riferimento al tentativo di furto a casa di una sua anziana zia, che vive al piano di sotto rispetto a lui, avvenuto fra sabato e domenica, alcune ore dopo il doppio colpo in via Ultrario.
A Torre la gente, comunque, non si dà per vinta: c'è la raccolta di firme per chiedere più sicurezza promossa dal sindaco Alessio Spinelli e presentata proprio a Torre; e c'è l'idea - al momento soltanto tale- di esaminare il sistema del "controllo del vicinato". «Bisogna fare qualcosa - continua Pellegrini - la sicurezza non è di destra né di sinistra. Dai ricordi che ho quando ero giovane si dormiva con la chiave nella porta, ora quando scendo al piano terra per andare da mia zia devo chiudere la porta a chiave. Non è normale, qui stiamo perdendo delle libertà. Perché colpiscono sempre qua? Perché non se ne vanno?». Al giorno d'oggi uno strumento molto utilizzato per segnalare situazioni sospette è Whatsapp, tramite i suoi gruppi: ci sono dei giorni in cui - se compare un'auto non nota - i messaggi si contano a decine, tra chi la vede in una strada e chi in un'altra. E proprio col controllo del vicinato si potrebbe individuare un responsabile, una sorta di referente nei confronti delle forze dell'ordine.
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