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«La deputata Nicchi ha preso un abbaglio»
I sindaci: l’interrogazione parlamentare sulle condizioni di lavoro nel Cuoio parte da presupposti sbagliati
FUCECCHIO. «La realtà descritta nella ricerca “Una dura storia di cuoio” non esiste. E, conseguentemente, anche l'interrogazione parlamentare dell'onorevole Marisa Nicchi è basata su fatti che non corrispondono alla verità. Ci dispiace che l'on. Nicchi si sia lanciata in un'iniziativa parlamentare senza conoscere il nostro territorio e prendendo un evidente abbaglio».
I sindaci del distretto industriale di Santa Croce sull'Arno (Castelfranco di Sotto, Fucecchio, Montopoli Val d'Arno, San Miniato, Santa Croce sull'Arno e Santa Maria a Monte) non ci stanno a veder descritto il comprensorio del cuoio come un'area di illegalità alla pari con altre zone del paese dove caporalato e abusi sono storicamente radicati. Idem Sel di Santa Croce che ha diffuso una nota.
«Qui - dicono i sindaci - molte delle 600 aziende presenti nei nostri comuni lavorano per le griffe internazionali e sulla tracciabilità delle pelli, sul rispetto dei contratti di lavoro e dell'ambiente rispettano le leggi e i protocolli che portano ad avere le certificazioni più avanzate. Non accettiamo che la nostra zona venga descritta in maniera così distante dalla realtà da una parlamentare che non si è neppure degnata di venire in visita e a parlare con le istituzioni locali».
Quello che più colpisce, poi, della ricerca condotta dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo di Vecchiano è che si parla di 12.700 addetti impiegati nel comprensorio del cuoio quando i dati forniti dall'Unic (Unione Nazionale Industria Conciaria) dicono che nel distretto industriale ci sono 5.874 addetti che salgono a circa 7 mila considerando anche gli interinali.
«Su quali numeri si basa questa ricerca?», chiedono i sindaci. Colpisce quindi che un distretto industriale sempre attento alle tematiche del lavoro e dell'ambiente venga descritto in maniera diametralmente opposta.
«A chi giova - proseguono - una ricostruzione dei fatti che non corrisponde alla realtà e che mette in cattiva luce un intero settore e un'area che è tra le più importanti, a livello produttivo, della Toscana? Anche durante il convegno che si è svolto a Firenze promosso da SI Toscana a Sinistra, abbiamo sentito un generico attacco al mondo delle imprese che non è accettabile. Un conto è vigilare sulla situazione occupazione e dei contratti di lavoro, cosa dovuta e importantissima, altra cosa è attaccare genericamente un distretto industriale che ha un forte legame col territorio anche da un punto di vista sociale. Qui le imprese creano posti di lavoro, investono risorse per migliorare gli standard di sicurezza sul lavoro e la qualità dell'ambiente. Basti pensare che il sistema della depurazione è quanto di più avanzato esista a livello europeo tanto da aver ottenuto la certificazione Emas, il più importante riconoscimento internazionale in materia ambientale».
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