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Volontari in aiuto di persone isolate da 5 giorni

Volontari in aiuto di persone isolate da 5 giorni

Il racconto della Pubblica assistenza a Teramo: «Quando ci hanno visto si sono commossi. E noi con loro»

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FUCECCHIO. «Ci siamo trovati davanti persone che erano isolate da 5 giorni. Ci sono venute incontro, perchè non vedevano nessuno da giorni: ci siamo commossi noi e si sono commossi loro». Inizia così il racconto di Andrea Costagli, uno dei due volontari (l'altro è Luigi Checchi) della Pubblica Assistenza di Fucecchio accorsi nel teramano per aiutare le popolazioni bloccate dall'emergenza neve e dallo sciame sismico. Checchi e Costagli sono partiti venerdì sera da Fucecchio, con un mezzo attrezzato per il soccorso avanzato. Ci hanno messo oltre otto ore (quando in condizioni normali ce ne vorrebbero circa cinque), a testimonianza di quanto sia complicato raggiungere quelle zone. E - probabilmente - saranno di ritorno già stasera. Contemporaneamente è partita con la colonna regionale della protezione civile un'altra squadra da Fucecchio che è andata a formare il 14° contingente al campo Anpas nazionale di Norcia. Si tratta di Stefano Ortolani e Ilaria Terreni:le loro mansioni spaziano dal supporto logistico alla somministrazione di pasti agli ospiti del campo di accoglienza. Mentre un autista con patenti apposite è in partenza sempre per le zone terremotate per la movimentazione di container e merci dai vari campi di accoglienza.

Ma torniamo al viaggio di Checchi e Costagli, che si sono trovati davanti uno scenario "lunare":«Siamo arrivati nel Comune di Castel Castagna e siamo stati indirizzati in alcune frazioni. In queste frazioni abbiamo provveduto insieme alla Croce Rossa ed ai vigili del fuoco all'evacuazione di circa 15 persone, prevalentemente anziani che erano bloccati dalla neve da 5 giorni. Queste persone non vedevano nessuno da martedì, per questo si sono commosse e ci hanno ringraziato. La lacrima era inevitabile anche per noi, perchè abbiamo visto queste persone riprendere la speranza e sentirsi meno sole. Gente che non poteva uscire né per le scosse, né per la neve. Così ci siamo dedicati a creare delle uscite su ogni casa che abbiamo incontrato. Qui manca la luce, perchè sono caduti i tralicci; manca l'acqua, perchè la rete idrica è danneggiata e manca quasi sempre il segnale per i cellulari. Ed è molto difficile anche accendere un fuoco perchè i camini sono ostruiti dalla neve».(m.s.)

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