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Supermercati, protesta per il lavoro di domenica
La Cgil di Empoli contro i turni massacranti: «Impossibile tenere aperto ogni settimana». Da Unicoop, a Penny a Eurospin si chiede maggiore regolamentazione. Marzi: «E’ il giorno migliore per gli incassi»
EMPOLI. C’è chi da novembre a gennaio ha lavorato tutte le domeniche ininterrottamente senza mai una giornata di recupero. C’è chi, in quello che una volta era considerato il giorno di riposo, pur avendo la febbre alta è andato sul posto di lavoro. Lavorando magari 7 giorni su 7. Sono loro, i lavoratori della grande distribuzione dell’Empolese - Valdelsa: faticano e sgobbano e in cambio si vedono sparire dalle mani quei diritti e quella dignità conquistati con anni di battaglie. Nei supermercati, nei centri commerciali, ma anche nei centri storici. Aperti tutte le domeniche e ogni domenica i lavoratori sono costretti a rispondere presente, senza potersi godere con le loro famiglie quello che un tempo era un giorno di festa e oggi invece è un giorno come tanti altri. La situazione è al collasso e per questo la Filcams Cgil ha deciso di intervenire e di chiedere un tavolo di confronto alle associazioni di categoria, alle istituzioni e alle aziende. Per provare a trovare un accordo territoriale che metta dei paletti alle aperture domenicali, un freno che dia una boccata d’ossigeno a chi di aria sembra non averne più. Anche nella nostra zona ormai le logiche di mercato hanno portato al sempre aperto.
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È diventata ufficiale la notizia (anticipata dal nostro giornale), che il Centro Coop di Empoli resterà aperto tutte le domeniche, lo farà almeno fino ad aprile. Un colpo per i lavoratori del supermercato e per i dipendenti di tutti quei negozi che si trovano all’interno della struttura e che dovranno fare i conti con orari e turni impegnativi. Come loro, con questa politica si ritrovano a combattere già da tempo anche i dipendenti della grande distribuzione alimentare come Eurospin e Penny Market. Che hanno chiesto aiuto ai sindacati.
«Siamo di fronte ad una situazione drammatica – spiegano Massimiliano Fabozzi e Donatella Galgani della Filcams Cgil- e tra febbraio e marzo vogliamo organizzare un convengo al quale invitare i rappresentanti dell’Unione dei Comuni e le associazioni di categoria. Vogliamo chiedere che queste aperture senza freni, almeno nel nostro territorio siano regolamentate. Sperando che si possa arrivare ad una diminuzione delle domeniche lavorative. In certi negozi è impossibile fare rotazioni la domenica. Il rischio è che questo disagio sfoci in proteste».
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Ad essere interessate sono decine di migliaia di persone nell’Empolese Valdelsa. Da chi lavora nei supermercati e nei negozi stessi a chi fa le pulizie o si occupa della sicurezza. Tanti di loro pagati con i voucher oppure con contratti part-time senza alcuna tutela.«La situazione è difficile - raccontano Cristina Giuliani e Maurizio Bagnoli rispettivamente coordinatrice rsu Unicoop Firenze e delegato sindacale Unicoop -. Con due domeniche si riusciva a dare una risposta equilibrata con il lavoro volontario. Per tenere aperto il supermercato del centro commerciale servono circa la metà dei dipendenti. Con i turni riusciamo a cavarcela ma sono sempre più massacranti e l’azienda non pensa a nuove assunzioni ma argina il problema con gli studenti che lavorano solo nel weekend». Sulla stessa lunghezza d’onda anche Michele Cialdini delegato di Mediaworld. «Veniamo da un anno di solidarietà e abbiamo avuto 8 esuberi. Per noi le quattro domeniche di apertura diventano estenuanti. Per stare con la mia famiglia dovrò portarmela a lavoro». Il problema però tocca anche i piccoli negozi che non possono stare chiusi altrimenti sono costretti a pagare penali. «Siamo in cinque dipendenti – racconta Cinzia Favaro di Geox – e non possiamo permettere di ammalarci altrimenti, con le aperture domenicali non potremmo avere un giorno di riposo. Inoltre ci ha penalizzato fortemente anche lo spostamento dell’orario di chiusura dalle 20 alle 21». «Siamo aperti 362 giorni all’anno – raccontano in coro Elena Biondi e Maria Billeri di Penny Market - anche il primo maggio, bisogna cercare di regolamentare gli orari di apertura».
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