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Empoli

«Gadget fascisti? Il Comune non ha controllato»

«Gadget fascisti? Il Comune non ha controllato»

Borgherini punge Barnini, Poggianti attacca: «Solo ipocrisia». Replica del Prc: «Questo è revisionismo»

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EMPOLI. «Non voglio cadere nella facile trappola dell'antifascismo militante, ma ad Empoli coloro che si battono per la libertà, come mai non condannano anche bandiere, spille o gadget del regime più feroce, terribile e micidiale della Storia (Vietnam, Cina e Urss) come il comunismo? Con una sola parola commento la presa di posizione della sindaca Brenda Barnini: ipocrisia». Così il consigliere comunale del Centrodestra per Empoli, Andrea Poggianti, che interviene sulla vicenda dei gadget fascisti e nazisti messi in vendita nello scorso weekend alla mostra-scambio Militoscana, al palazzoexpo (di proprietà del Comune). Dopo la denuncia di Anpi, Settembre Rosso e Pci («Quella merce è solo apologia»), erano arrivate le scuse degli organizzatori: «Non conoscevamo l’espositore», aveva assicurato Ranieri Benvenuti. Nonostante questo Barnini aveva definito «inaccettabile» la vendita di busti di Benito Mussolini e fasce con la svastica a Empoli, capitale morale dell’antifascismo toscano: «Non accada mai più». Ma il suo intervento non è piaciuto ad Alessandro Borgherini (Ora si cambi): «Come spesso accade il rischio è di cadere nella retorica fine a se stessa. Soprattutto quando il punto è capire se amministrazione sia capace di effettuare un controllo serio su come si danno in affidamento gli spazi del Comune, a chi è a quali tariffe. Mi sembra che la prima cosa di cui il sindaco dovrebbe rispondere sia questa. Condivido la totale incongruenza della presenza di oggetti di propaganda nazi-fascista. Troverei allo stesso modo inaccettabile la propaganda attuale o la rievocazione del partito comunista». Immediata la replica di Rifondazione comunista dell’Empolese Valdelsa: «Siamo di nuovo di fronte ad una forma di revisionismo storico che vorrebbe mettere sullo stesso piano il nazifascismo e il movimento comunista. Ci limitiamo a ricordare da una parte la sottile differenza tra chi ha portato guerra, morte, distruzione, leggi razziali in Europa e chi invece ha liberato i popoli europei da quest'incubo con un enorme sacrificio di vite umane. Dall'altra vorremmo ricordare il contributo che il Pci ha dato per la creazione della Repubblica e per la stesura di quella Costituzione che è stata salvaguardata dal voto (con ogni probabilità anche dei due smemorati esponenti di cui sopra) del 4 dicembre scorso e per la costruzione di un sistema dei diritti sul lavoro».

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