Meteo
Liberato il capriolo salvato da un empolese
È stato curato da un’associazione dopo che gli enti avevano ignorato la richiesta di aiuto di Gabriele Maddali
MONTELUPO. Si conclude con uno sperato lieto fine la storia del giovane capriolo trovato nella zona di Ponterotto e salvato grazie all’empolese Gabriele Maddali. Il Cruma (centro recupero uccelli marini e acquatici), associazione livornese che si era occupata della degenza dell’animale ferito, ha infatti annunciato che l'esemplare è stato rimesso in libertà una volta accertata la sua guarigione. L'animale, che era stato probabilmente investito da un’auto, può davvero ringraziare le cure amorevoli di Maddali e delle associazioni che si sono prese carico della sua vita. Adesso si aprirà davanti ai suoi occhi una nuova vita che certo non sarebbe stata possibile senza l'intervento di queste forze.
[[atex:gelocal:il-tirreno:empoli:cronaca:1.14546630:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/empoli/cronaca/2016/12/11/news/odissea-di-due-giorni-per-salvare-un-capriolo-la-denuncia-di-un-automobilista-1.14546630]]
La storia risale al 7 dicembre, quando Gabriele Maddali aveva trovato questo giovane capriolo ferito proprio nella zona di Ponterotto. Da lì iniziò una vera e propria odissea durata due giorni per riuscire a trovare una struttura che potesse accogliere l'animale. Maddali si era trovato in difficoltà visto che le forze competenti non erano riuscite ad aiutare l'empolese. Lui si fece carico dell'animale e lo trasferì tempestivamente alla clinica veterinaria di Sovigliana e, in un secondo momento, riuscì a portare il capriolo al Cruma grazie all'intervento di un responsabile della Vega Soccorso di Massa che lo aveva messo in contatto con l'associazione livornese. E in questi giorni è finalmente arrivato il lieto fine per il capriolo, il quale aveva riportato un forte trauma cranico causato dal probabile impatto con un'automobile.
L'animale aveva riportato una cecità bioculare e, una volta sottoposto a terapia farmacologica (che aveva da subito manifestato esiti postivi), era stato trasferito in un recinto esterno. Qui, era riuscito a recuperare l'uso della vista a seguito del riassorbimento dell'edema cerebrale, aiutato dalla somministrazione di diuretici.
Una volta terminata la terapia e confermata la sua guarigione, l'animale è stato opportunamente rimesso in libertà. E questa è la degna conclusione che tutti si aspettavano, soprattutto Maddali, che aveva dimostrato fin da subito un grande attaccamento alla causa e più in generale, verso la salvaguardia e cura degli animali selvatici che troppo spesso muoiono a causa della negligenza.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
