Polo disabili, la “guerra” delle associazioni
Polemica sul progetto di Comune e Asl che era stato definito “ghetto” dalla responsabile di Dipoi
EMPOLI. Il futuro del centro polivalente per i disabili del Terrafino al momento non lo sa nessuno. Sul suo presente, invece, una certezza c'è: si tratta dello scontro trasversale con da una parte il Comune di Empoli e l'Asl Toscana Centro (promotori del piano Terrafino) e dall'altra alcune associazioni coordinatesi sotto il Dipoi guidato da Patrizia Frilli, che aveva definito il nuovo centro un “ghetto”.
Comune e Asl, ovviamente, parlano di questo nuovo centro come una grande risorsa. Ma le associazioni a sostegno dei disabili non sono tutte contro il progetto. È il caso di Noi da Grandi, Fiori di Vetro e della fondazione Dopo di Noi, che hanno fatto un appello congiunto: «Si è detto e si sta dicendo di tutto, anche falsità. Ad esempio che la volontà delle istituzioni è quella di rinchiudere i disabili, di costruire un manicomio, una cittadella, un lager, di attuare un isolamento, e che al contempo sembra quasi che la realizzazione di questo progetto si ponga in contrasto con lo sviluppo dell'autonomia personale e della vita indipendente delle persone disabili. Nessuna di queste persone è reclusa, internata, costretta a vivere in un ghetto, nessuno viene nascosto o escluso, per nessuno di loro viene attuato un isolamento dalla società. La gravità della patologia in alcuni casi purtroppo non permette l'inserimento lavorativo o l'avvio di percorsi di tipo diverso, e sono proprio queste le persone più fragili che meritano un'attenzione particolare ed una risposta adeguata. Ovviamente il centro non dovrà essere l'unica alternativa e l'inserimento in un tale percorso non sarà un'imposizione per nessuno, ma perché negare il diritto a servizi migliori a chi li richiede disperatamente per i propri figli?».
«Se poi - continuano le tre associazioni - quello che interessa è solo fare notizia, avere visibilità, apparire, perseguire interessi che a volte rischiano di sembrare più personali che rivolti ai disabili (tutti, non solo alcuni, a noi interessano tutti i disabili), allora si continui pure a dire sciocchezze e falsità».
Poche ore dopo è arrivata la conferma che fra associazioni le visioni sono spesso opposte. Basta leggere la risposta firmata dalla Federazione italiana per il superamento dell'handicap (Fish) Toscana:« Prendiamo atto - precisa la presidente Donata Vivanti - con apprezzamento dell'impegno del comune di Empoli di dare risposta alle necessità degli adulti con autismo o altre disabilità di analoga gravità, ma ritieniamo che il progetto di un polo per la disabilità, dove vengono accentrati servizi diurni e residenziali per 78 adulti in condizioni di grave disabilità, non sia adeguato a prevenirne la segregazione e l'isolamento dalla propria comunità e sia inaccettabile in una prospettiva della disabilità basata sul diritto e le pari opportunità».
Marco Sabia
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