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la denuncia

Cooperative: retribuzioni da fame e pochi diritti

EMPOLI. Cooperative, spesso piccole e composte solo da soci, che operano in settori come il trasporto, la logistica, il facchinaggio, l'assistenza alla persona. É questo l'identikit, tracciato dal...

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EMPOLI. Cooperative, spesso piccole e composte solo da soci, che operano in settori come il trasporto, la logistica, il facchinaggio, l'assistenza alla persona. É questo l'identikit, tracciato dal sindacato, dei soggetti con cui sorgono i principali problemi una volta affidato l'appalto, pubblico o privato che sia. Chi ci lavora, per lo più dipendenti che vengono fatti associare, si aggiudica spesso un forfettario da fame: 50 euro al giorno per giornate che durano anche dodici ore, in alcuni casi di più.

Succede che non ci siano malattie e ferie. Accade addirittura - questa segnalazione è stata fatta da un ex “dipendente” di una piccola cooperativa di trasporto con sede nella zona industriale del Terrafino - che un autista debba sobbarcarsi i costi dell'assicurazione per non trovarsi a dover sborsare di tasca propria in caso di sinistro. Difficilmente il sindacato riesce a intrufularsi all'interno di questo Far West senza regole e senza limiti. «Nel settore dei trasporti in un anno e mezzo siamo riusciti a regolarizzare tanti rapporti di lavoro - racconta Giampiero Goti, Filt Cgil - ma solo con le aziende più grandi. I problemi maggiori, invece, sono con i soggetti più piccoli». Solo nell'Empolese gli addetti in un settore che vive sugli appalti superano le mille unità.

«Questo è un comparto in espansione - continua Goti - nel quale girano tanti soldi, ma non c'è un regolamento sugli appalti. Esiste una miriade di mini-aziende e cooperative non sindacalizzate dove vige la paura di perdere il posto e l'accettazione delle condizioni di lavoro più assurde. La nostra raccomandazione è quella di contattare il sindacato perché i diritti esistono, ma per essere rispettati c'è bisogno che siano conosciuti».

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