Il Tirreno

Empoli

Aggredito a colpi di coltello nel sonno: è gravissimo

Francesco Turchi
La casa dove è successo l'accoltellamento
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La casa dove è successo l'accoltellamento

L'episodio nella frazione di Avane: sul posto carabinieri, polizia e ambulanza della Pubblica assistenza di Limite

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EMPOLI. Sangue all'alba ad Avane. Intorno alle 8,30 un uomo è stato soccorso per le gravi ferite riportate a causa di un accoltellamento. L'episodio è successo ad Avane. Sul posto carabinieri, polizia e ambulanza della Pubblica assistenza di Limite. L'uomo, italiano, 56 anni, è in gravissime condizioni.

L'aggressione è avvenuta all'interno di un'abitazione "assistita", dove vivono tre pazienti in cura al Centro di salute mentale di Empoli. Secondo una prima ricostruzione, uno degli ospiti, anche lui italiano, di 46 anni, ha aggredito con un coltello da cucina un coinquilino, mentre stava dormendo, colpendolo con cinque fendenti, uno dei quali all'altezza del cuore. Poi ha tentato di aggredire anche l'altra persona che vive all'interno dell'appartamento, che però è riuscito a mettersi in salvo, rinchiudendosi in camera. 

E' stato poi lo stesso aggressore a chiamare il 112, raccontando l'accaduto. I carabinieri, intervenuti in piazza Matteoli, hanno fermato l'uomo e sequestrato il coltello. La vittima è stata trasportata in gravi condizioni all'ospedale di Empoli e poi trasferita nel reparto di cardiochirurgia a Firenze, dove sarà sottoposta un intervento chirurgico.

"L'accoltellamento è avvenuto in una civile abitazione e non in una struttura psichiatrica". Lo precisa la Asl Toscana Centro in una nota del dipartimento di salute mentale. I tre inquilini, tutti seguiti dai servizi sociali, abitano in quella casa dal 1999 grazie a un progetto di cohousing. "Finora non erano mai accaduti fatti di questo genere - si legge nella nota della Asl - e l'evento, al momento, non ha motivazioni chiare. Il dipartimento di salute mentale dichiara di essere dispiaciuto per i fatti accaduti che saranno accertati dagli organismi competenti evidenziando per il fatto che all'interno di un qualsiasi nucleo abitativo, anche non a carattere riabilitativo, possono comunque verificarsi fatti imprevisti e anche negativi".
 
"Le tre persone - prosegue la nota - sono ben integrate nel territorio e hanno sviluppato in questi anni buone relazioni sociali con il contesto ambientale". Il dipartimento evidenzia inoltre il fatto che "a tante persone che soffrono di disagio psichico  anche data la possibilità di avere 'una casa da abitare' nell'ambito dei progetti, attivi su tutto il territorio dell'Azienda denominati 'Abitare Supportato'. Si tratta di progetti a carattere riabilitativo, già previsti dalla legge Basaglia,  nell'ambito dei quali sempre attivo il monitoraggio da parte dei servizi di salute mentale".
 

 

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