Il Tirreno

Empoli

Contenzioso sulla tassa da 54 milioni

Contenzioso sulla tassa da 54 milioni

Banca di Cambiano si presenta come spa e annuncia un’azione per l’imposta pagata

3 MINUTI DI LETTURA





CASTELFIORENTINO. «Gelosi delle tradizioni e della nostra storia». E non disposti ad accettare condizionamenti. Con questi concetti è stata aperta la presentazione della Banca di Cambiano 1884 nella nuova veste di società per azioni che rappresenta il primo caso a livello nazionale di “way out” previsto dalla legge di riforma sul credito cooperativo per le realtà che detengono un patrimonio superiore ai 200 milioni di euro. Il percorso, partito da maggio, ha avuto l’assenso da parte della Banca centrale europea e della Banca d’Italia e si è concluso con il conferimento a banca Agci spa di tutti i beni passivi e attivi della Cambiano dal primo gennaio scorso. La ex Bcc di Cambiano ha assunto la denominazione sociale di Ente Cambiano scpa che mantiene la natura a mutualità prevalente e si configura come capogruppo bancaria con il 92,58% del capitale della nuova banca. La sede sociale e la direzione generale si sono spostate a Firenze, in viale Gramsci, mentre la struttura operativa rimarrà a Castelfiorentino.

La scelta di non aderire alle holding del credito cooperativo, come disegnato dalla riforma del settore, «è stata compiuta in coerenza con la posizione assunta dalla Cambiano già dalla fine degli anni Settanta - spiegano il presidente Paolo Regini e il direttore generale Francesco Bosio - quando abbiamo abbandonato le strutture federative del credito cooperativo non condividendone le linee gestionali, le strategie e i costi connessi».

Per staccarsi dalla holding la Banca di Cambiano ha già versato 54,208 milioni di euro come imposta una tantum come prevede la legge. Ma a questi soldi, spiega Bosio, «abbiamo detto solo arrivederci, non addio perché sarà motivo di attivazione di un contenzioso in sede tributaria. Secondo Bosio infatti, per quanto riguarda il versamento dell'imposta «il presupposto risulta carente, perché la natura dell'Ente Cambiano, ovvero la società che ora raccoglie tutti i soci della Bcc, per legge è rimasta quella di una cooperativa a mutualità prevalente, per cui questa emorragia ci convince poco sulla sua fondatezza, e sarà motivo di approfondimento». Il direttore ha spiegato anche che, con un patrimonio di 240 milioni, non sono in vista "operazioni straordinarie" come aumenti di capitale, dopo l'uscita dal sistema delle Bcc. Non si è pronunciato su eventuali acquisizioni di istituti, e ha precisato che Cambiano non ha preso in considerazione il dossier Carismi.

L'istituto ha in programma nuove aperture di filiali dove attualmente non è presente: la prima sarà a breve ad Arezzo, in via Guido Monaco, mentre la successiva potrebbe essere a Lucca.

Banca Cambiano, che è appunto operativa dal primo gennaio, ha 350 dipendenti e 42 filiali dopo la fusione con Banca Acgi (che è presente a Bologna, Torino e Roma), conta 2.280 milioni di impieghi a fronte di una raccolta complessiva di 2.768 milioni di euro. Le sofferenze nette superano di poco il 6% del patrimonio.

(l.a.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web