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«Sì agli assistenti civici e basta col buonismo servono leggi più dure»
Falorni: pattugliamenti con squadre di volontari come in Emilia più telecamere e chiederò rinforzi. Ma serve un giro di vite
CASTELFIORENTINO. «Ho installato un impianto di videosorveglianza in strade e piazze che a breve sarà potenziato con altre decine di telecamere. La nostra polizia municipale è molto attiva e collaborativa e fa il massimo a supporto delle forze dell’ordine. Ora sono pronto a potenziare il progetto “Castello sicura”, con un maggiore coinvolgimento della cittadinanza, un po’ come fanno gli assistenti civici in Emilia. Ma tutto questo non basta. Un sindaco non può andare oltre. Il problema deve essere affrontato a livello nazionale. Il parlamento deve produrre leggi che consentano un giro di vite netto sul tema della sicurezza». Il sindaco di Castelfiorentino, Alessio Falorni, è ferito nell’orgoglio. Lunedì sera, quando l’hanno avvertito della sparatoria, si è precipitato nel locale di piazza Gramsci per capire che cosa era successo. Ed è uscito scuro in volto, consapevole che quegli spari rappresentano uno smacco per la sua comunità. «Non posso accettare che Castelfiorentino salga alla ribalta nazionale per un episodio come questo».
Lui, sindaco Pd nella “rossa Castelfiorentino”, si scaglia contro coloro che continuano a considerare la sicurezza un argomento di destra: «Non sono un “buonista” su questo tema. Sono e sarò sempre di sinistra, ma penso che questo sia un baluardo civico, soprattutto rispetto al fatto che di fronte a mancanza di risposte i cittadini si spostino ancor più verso xenofobia e razzismo. Il giro di vite ci viene chiesto a gran voce dal popolo, compresi quei tanti cittadini immigrati che sono persone oneste e collaborano attivamente al bene comune. Pare invece sia una cosa che scorre sempre verso il basso fra i punti dell'agenda. Io ho messo la sicurezza tra le priorità del mio programma e sono stato eletto con il 70% dei voti».
In attesa di risposte concrete da Roma, Falorni assicura un ulteriore sforzo a livello locale, anche in vista del summit col prefetto Alessio Giuffrida in programma il 19 gennaio: «Chiederò rinforzi per la caserma dei carabinieri di Castelfiorentino. E al questore una serie di interventi specifici in alcune zone». Ma intanto pensa a un coinvolgimento diretto dei cittadini: «Sia ben chiaro: nessuno deve sostituirsi alle forze dell’ordine, con le quali peraltro c’è uno splendido rapporto di collaborazione». E non si deve parlare neanche di ronde. Ma di “assistenti civici”, volontari che seguono corsi di formazione tenuti dalla polizia municipale e che poi girano sul territorio, segnalando alle forze dell’ordine situazioni sospette. Il sistema è già in funzione in alcuni Comuni dell’Emilia guidati da sindaci Pd. E potrebbe debuttare anche a Castelfiorentino, dove da alcuni mesi sono attive le “sentinelle civiche” che hanno aderito al progetto “Castello sicura”: i cittadini - attraverso il sistema di messaggistica Whatsapp, segnalano persone sospette o comportamenti anomali.
La Prociv filtra i messaggi e - in base alla gravità - li invia alle forze dell’ordine: «Il sistema funziona e potrebbe essere ulteriormente potenziato, con un maggior coinvolgimento diretto dei cittadini nel monitoraggio del territorio».
Perché «non importa che i reati complessivi siano calati a Castello; che un po' di feccia siamo riusciti a toglierla dal paese; non importano i risultati ottenuti sul fronte della lotta all'abusivismo e all'illegalità o essere riusciti a intervenire con azioni inedite su alcune zone storicamente critiche come la stazione. Basta una cosa così, e subito il livello di sicurezza percepita dai cittadini scende a livelli critici. E il lavoro fatto sull’immagine del paese viene buttato al vento. Questo tizio, una volta che sarà preso (e lo sarà), potrebbe essere rilasciato dopo poco tempo e tornare a fare una cosa del genere, magari in qualche altro Comune. Questo non è tollerabile. Ecco perché - al di là degli sforzi sul territorio - servono risposte a livello nazionale. Se è vero che i sindaci sono ascoltati come "antenne" sul territorio - è il messaggio che Falorni invia a Roma - beh, questo è un intervento necessario, per continuare a tenerli uniti, i territori, e per la loro coesione sociale. Attendiamo fiduciosi, pronti a fare la nostra parte». (f.t.)
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