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Sposati da 68 anni, muoiono a distanza di poche ore
Empoli: si tratta di Lenna Mori e Danilo Sani, che fu volontario della guerra di Liberazione
EMPOLI. Insieme avevano pianto in una città ferita dai tedeschi e dalle bombe alleate. Insieme avevano sorriso per come Empoli era risorta e per le gioie che avevano avuto dalla famiglia e dalla nascita dei figli. E poi tanto era stato il loro impegno per gli ideali in una città che non si è mai risparmiata per i valori civili e politici. La loro storia non poteva che finire che in questo modo: lui, Danilo Sani, 90 anni, volontario della guerra di Liberazione ed ex dipendente comunale dell'ufficio casa, è morto il giorno dell'Epifania. E dopo poche ore se ne è andata anche lei, Lenna Mori, 87 anni, proveniente da una storica famiglia antifascista, come fa intuire il suo nome, Lenin declinato al femminile.
I due coniugi sono morti a distanza di poche ore, dopo 68 anni di matrimonio, come se il distacco dal compagno non potesse essere sopportabile. E l'unica strada da percorrere fosse quella dell'eterno ricongiungimento. Dopo quasi 70 anni di vita trascorsi insieme ( si erano conosciuti nel 1945), se ne va una storica coppia di Empoli, una coppia che dell'impegno politico e civile aveva fatto la sua bandiera, portando avanti con determinazione i valori cardine dell'antifascismo.
Una coppia che aveva visto mutare rapidamente il volto della città che, subito dopo la guerra, era stata al centro di un grande sviluppo economico. Lui, Danilo, è sempre stato una voce autorevole nel panorama politico empolese. Un uomo che, come la moglie, aveva visto in faccia gli orrori e i soprusi della guerra e che contro di questa ha dedicato una battaglia lunga una vita. Fervido sostenitore del movimento comunista e poi fondatore di Rifondazione comunista a Empoli, aveva fatto della politica e dei suoi valori il suo più grande scudo. E questo lo ha caratterizzato fino alla fine, con una partecipazione attenta e sottile alla trasformazione stessa dei partiti. Un uomo trasparente, che non aveva paura a far conoscere il suo disappunto.
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Curioso fino da molto anziano tanto che, quando pochi giorni fa, aveva smesso di interessarsi all’attualità e alla politica, i suoi familiari hanno iniziato a preoccuparsi. Lei, Lenna, ha sempre condiviso con il marito lo stesso spirito e la voglia di cambiamento. Figlia di una storica famiglia antifascista che da piccola cullava lei e le sue sorelle con le novelle di tradizione comunista (una si chiama Ferrera da Francesc Ferrer i Guàrdia, libero pensatore spagnolo) ha lavorato come bidella per molti anni e il suo volto è sempre stato familiare alla vita empolese. Come scriveva Danilo Sani in un articolo uscito su Il Tirreno il 2 dicembre 2008 riguardante i fatti del 1921, Egisto Mori, nonno di Lenna, soccorse una marinaio ferito durante l’attacco a Empoli ricevendo l'encomio da parte delle autorità. Di lì a poco, però, il figlio diciassettenne Alberto, padre di Lenna «fu arrestato, nonostante che il giorno dei fatti non fosse nemmeno a Empoli - racconta Danilo - Alberto dovette subire quattro anni di carcere preventivo prima di essere assolto, perse il posto di lavoro alle Poste e fu perseguitato per tutto il ventennio fascista». Quella di Danilo e Lenna è stata una vita di costante lotta per sciogliersi dai dolori e dalle mostruosità della guerra e dal fascismo. E dopo tutte le battaglie e le vittorie combattute fianco a fianco, hanno voluto combattere insieme anche la battaglia più dura, quella del trascorrere degli anni. Un percorso fatto anch'esso all'unisono, mano per la mano, finché insieme non sono arrivati, come avrebbe detto Platone, allo sciogliersi dai lacci del corpo.
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Tra i tanti ricordi che affollano la mente dei molti amici della coppia, anche quello dell'ex sindaco di Empoli Varis Rossi, che in una toccante lettera per i figli Silvia e Spartaco scrive: «Danilo, un uomo che potrebbe scrivere nel proprio epitaffio la frase di Neruda: "Confesso che ho vissuto". Quando penso a lui me lo raffiguro come un uomo che in mezzo ad una bufera che ha travolto tutto è restato in piedi sapendo che tanta della forza umana risiede prima di tutto nella dignità».
« Durante la prima notte d'assenza da Danilo - prosegue nella lettera - Lenna ha raggiunto il compagno di una vita. Il caso ci sorprende, non dobbiamo spiegare. Solo commuoversi per questa unione profonda anche di fronte alla morte».
L'ultimo saluto a Danilo e Lenna è stato dato da amici e parenti nella mattinata di domenica 8 gennaio, in forma civile, patendo dalle cappelle del commiato dell'ospedale San Giuseppe fino ad arrivare al cimitero di Santa Maria dove la coppia è stata tumulata. Ancora, e per sempre, insieme.
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