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Allarme freddo, aperto alla Caritas il mini-dormitorio per senzatetto
Dopo l’uomo polacco deceduto a Firenze, la decisione di anticipare l’avvio della struttura dietro la Collegiata
EMPOLI. La morte di un uomo polacco per assideramento a Firenze ha accelerato tutto il meccanismo. Con le temperature molto basse, ieri mattina in fretta è stato deciso di aprire il mini-dormitorio per senzatetto di via San Francesco, alla Caritas, accanto alla Collegiata.
Una struttura piccola ma che per tre mesi proverà a dare una risposta a quello che a Empoli sta diventando un problema di vasta portata. «I posti sono sei - spiega il direttore della Misericordia Fabrizio Sestini che gestirà la struttura - ma in questi giorni di grande gelo cercheremo di accogliere tutti coloro che si presenteranno». E già dalla serata du sabato 7 gennaio i volontari hanno iniziato ad andare nei luoghi dove usualmente queste persone vivono, in particolare la stazione e la ex vetreria Vitrum dove secondo una stima vivrebbero almeno trenta persone.
E poi anche il centro storico, i sottopassi, i giardini. Sono usciti in quattro volontari con una macchina e un pulmino con l’obiettivo di portarli a dormire in via San Francesco. Per toglierli dalle temperature estramente rigide della notte scorsa.
Empoli prova così ad aiutare questi disperati che in poco tempo hanno riempito tutte le ex fabbriche vuote da decenni. Si tratta sicuramente di una risposta parziale, come testimoniano i numeri: sono stati messi a disposizione un budget di 7.000 euro per 6 posti. Ma è il primo atto concreto per far fronte all’emergenza-senzatetto, grazie al patto tra Unione dei Comuni e associazioni di volontariato.
Il bando, pubblicato subito dopo il nostro ennesimo servizio sulle “favelas” empolesi del 14 dicembre scorso, per il servizio di accoglienza notturna rivolto a persone senza fissa dimora, non è andato deserto. La Misericordia di Empoli ha presentato un progetto che prevede il coinvolgimento della Caritas e della Croce Rossa. Le tre associazioni hanno lavorato fianco a fianco per allestire il primo mini-dormitorio della città che da solo comunque non sarà sufficiente a svuotare i rifugi per disperati sparsi per Empoli.
I volontari cercheranno poi di “agganciare” le famiglie che sopravvivono anche nelle aree più periferiche e dove ci sono anche famiglie con bambini: nell’ex Montevivo di Ponzano, in mezzo ai veleni. O i disperati condannati a trascorrere le notti nel degrado della Sve di Santa Maria; o in un groviglio di cartoni e coperte lungo i binari della stazione ferroviaria. L’Unione ha stanziato un budget davvero minimo, sostenendo che comunque si tratta di un primo intervento e che - se ce ne sarà bisogno - aggiungerà altre risorse, sempre per tamponare l’emergenza. Ma prima vuole capire in quanti si faranno effettivamente aiutare: perché tra gli amministratori c’è la convinzione che il popolo dei senzatetto è fatto anche di persone che hanno scelto liberamente di vivere in queste condizioni.
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La capofila è la Misericordia di Empoli, che già gestisce la mensa Emmaus che è in grado di fornire 16.000 pasti l’anno, il dormitorio con 24 posti letto (costantemente stracolmo) e distribuisce oltre 400 pacchi alimentari al mese agli indigenti.
Al fianco della Confraternita ci sarà poi un’altra associazione: la Caritas - che nelle sue strutture cittadine distribuisce 150 pasti al giorno - e che ora ha messo a disposizione alcuni locali in via San Francesco, accanto alla Collegiata (sulla parte retrostante della chiesa) nel cuore della città, dove sarà allestito il mini-dormitorio, con letti e servizi igienici da offrire ai senzatetto, che saranno contattati uno ad uno dai volontari della Misericordia di Empoli supportati da quelli della Croce Rossa, che già da tempo, grazie a una “unità di strada”, due volte alla settimana porta coperte e bevande calde ai clochard che dormono nelle aree pubbliche.
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