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«Preoccupati dal silenzio assordante dei sindaci»

EMPOLI. «Siamo preoccupati per il silenzio “assordante” dei sindaci su questa vicenda». Il segretario del sindacato Nursind dell’Empolese Valdelsa, Gianni Piccini, attacca gli amministratori locali:...

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EMPOLI. «Siamo preoccupati per il silenzio “assordante” dei sindaci su questa vicenda». Il segretario del sindacato Nursind dell’Empolese Valdelsa, Gianni Piccini, attacca gli amministratori locali: «Questa situazione va avanti ormai da settimane, ma nessun sindaco è uscito pubblicamente per fare pressione sull’azienda e sulla Regione con l’obiettivo di trovare una soluzione. Sicuramente qualcuno di loro avrà anche fatto delle telefonate, che però non hanno le stesso peso e soprattutto non fanno sentire il supporto e la vicinanza ai lavoratori e ai cittadini. Eppure la tutela della salute della comunità è di competenza proprio dei sindaci».

Dura presa di posizione anche della Funzione Pubblica-Cgil Usl Toscana Centro: «La situazione esplosiva che sta vivendo il pronto soccorso di Empoli, ma che in generale interessa tutti i pronto soccorso della Usl Toscana Centro, è figlia di molte cause e non può essere certo imputabile soltanto ai medici di famiglia e alle guardie mediche. E' però altrettanto innegabile che in questi ultimi due anni il flusso dei pazienti che si presentano spontaneamente è costantemente aumentato, come il numero degli accessi in generale, sintomo che qualcosa a livello territoriale non sta funzionando e questo non succede solamente quando si verificano i prevedibili picchi influenzali, ma durante tutto l'anno». Secondo la Cgil «la mancata attivazione degli ambulatori di continuità assistenziale, da anni promessi e mai attivati, come il mancato avvio dei progetti di medicina d'iniziativa, ideati per assistere e monitorare lo stato di salute degli utenti con patologie croniche, che non a caso hanno registrato un aumento di ricadute e ricoveri ospedalieri, associati ad altre cause come l'assenza di un filtro da parte del 118 dei pazienti raggiunti da automedica, tutti portati nei pronto soccorso "a prescindere", l'inesistente organizzazione interna al presidio ospedaliero nella gestione dei posti letto, le scarse dotazioni organiche del personale sanitario sono tutte concause di questo disservizio». Ora, in piena emergenza, «chiediamo investimenti sul presidio ospedaliero con un aumento del personale medico, infermieristico e oss e dei posti letto e per le cure intermedie totalmente assenti».

Critico sull’assetto del pronto soccorso anche Rossano Rossi della segreteria della Cgil fiorentina: «Non credo che i problemi siano riconducibili ai picchi di accessi, le scelte che sono state fatte non stanno in piedi».

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