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«Mio padre parcheggiato 24 ore su una barella al pronto soccorso»
Lo sfogo di una donna che ha portato i suoi genitori nella struttura di Empoli tre volte in dieci giorni
EMPOLI. «La situazione al pronto soccorso è allucinante. Niente da dire sul lavoro del personale, sia medico che infermieristico, ma i tempi di attesa sono assurdi». Passano i giorni e le proteste si moltiplicano. La media di duecento accessi giornalieri non accenna a calare, complice il picco dell’influenza. L’organico è sempre lo stesso e la struttura empolese va costantemente in tilt.
Stavolta ad alzare la voce è Rosanna Ricigliano: «Prima di Natale, quando mio padre è arrivato al pronto soccorso, ha aspettato alcune ore prima di essere visitato; poi non c'erano letti disponibili e ha trascorso un giorno interno su una barella prima di essere ricoverato. La notte di San Silvestro mia madre ha passato tre ore su una sedia a rotelle in preda a dolori fortissimi prima che le dessero una flebo, poi si sono persi gli esami; siamo arrivati alle ore 20 del 31 dicembre e siamo usciti alle 3.30 del 1° gennaio. La sera mio padre è stato rimandato al pronto soccorso dalla guardia medica ed è stato “riparcheggiato” in corridoio sulla solita barella: ha dovuto aspettare cinque ore prima di essere visitato... e le 7 del mattino per trovare un’ambulanza libera per tornare a casa. Tutto questo tra persone che urlavano, imprecavano, non riuscivano ad andare in bagno. E il personale sull’orlo di una crisi di nervi».
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Rosanna ha scritto anche all’Asl Toscana Centro: «A cosa è dovuto questo caos continuo? Chi ne è responsabile? La vostra organizzazione, la carenza di personale, la mancanza di soldi? Fateci sapere cosa è possibile come cittadini fare per migliorare la situazione che mi sembra sempre più insostenibile».
Un caos quotidiano che andrà avanti ancora per settimane, nonostante le proteste dei pazienti e dei loro familiari. Ma anche del personale stesso. Poco prima di Natale il sindacato Nursind (sindacato delle professioni infermieristiche) aveva chiesto a gran voce «assunzioni per superare l’emergenza».
Una presa di posizione ribadita dalla Rsu pochi giorni fa: «Vogliamo subito un tavolo di confronto e risposte concrete, altrimenti siamo pronti allo stato di agitazione con il coinvolgimento della cittadinanza».
Una situazione critica che coinvolge anche volontari e personale in servizio sulle ambulanze, costretti - anche nella giornata di ieir - ad attendere in media un paio d’ore per lo “sbarellamento”, con il trasferimento dei pazienti dalla barella al primo letto disponibile. Insomma, un caos totale: «Aspettiamo l’incontro con l’Asl Toscana Centro - spiega Gianni Piccini, segretario del Nursind Empolese Valdelsa - in programma il 25 gennaio. In quell’occasione l’azienda ci illustrerà il piano delle assunzioni: vediamo cosa ci viene prospettato e poi ci comporteremo di conseguenza. Così la situazione è inaccettabile».
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